Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Tribuna di Treviso – Senza commissari, torna la burocrazia

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

21

giu

2012

PADOVA – Come aver tolto il pedale dell’acceleratore a una macchina. L’abolizione della figura di «commissario per l’emergenza» mette a repentaglio non tanto la prosecuzione delle infrastrutture (Superstrada Pedemontana Veneta e Terza corsia dell’A4), quanto soprattutto l’equilibrio finanziario delle stesse. Esponendo il Veneto e il Friuli al rischio risarcitorio: e parliamo di miliardi di euro. Si salverà, invece, il commissario per l’Alta Velocità ferroviaria Venezia-Trieste Bortolo Mainardi, il cui incarico è legato alla legge obiettivo e non alla legge sulla Protezione civile, che appunto sta per essere riformata. Silvano Vernizzi, commissario per la Pedemontana, e Riccardo Riccardi, commissario per la Terza corsia, concordano. La conclusione dei loro incarichi rischia di provocare un danno alle casse pubbliche dalla consistenza incalcolabile: «Senza i poteri del commissario, onestamente, il Passante non saremmo riusciti a farlo con questa tempistica» commenta Vernizzi. «Ritardi e rallentamenti faranno rinegoziaregli accordi con le banche, che vorranno sapere che cosa succederà alla concessione autostradale, in scadenza nel 2017» aggiunge Riccardi. Il cuore del problema sta nei superpoteri di cui i commissari sono stati dotati per velocizzare la burocrazia sulle due infrastrutture. «La terza corsia è l’opera più importante dopo la ricostruzione del terremoto» aggiunge il commissario per l’A4, impegnato nell’opera di adeguamento della Serenessima fino a Trieste (attualmente sono aperti tre lotti da 650 milioni di euro, circa un terzo del costo complessivo). «Senza i poteri del commissario i lavori seguiranno le procedure ordinarie» commenta Vernizzi, che si permette un esempio: «Per agevolare gli accordi bonari utili all’acquisizione delle aree, attualmente è il commissario che assorbe le competenze di commissione tecnica, commissione consiliare e giunta regionale. In pratica, il commissario può approvare una variante urbanistica parziale risparmiando mesi di adempimenti. Senza la figura del commissario, queste varianti seguiranno l’iter normale, che può durare diversi mesi. È evidente come l’allungamento dei tempi non agevolerà la conclusione di accordi bonari per l’acquisizione delle aree».

Tanto per rendere l’idea, la Superstrada Pedemontana prevede dieci lotti e circa tremila proprietari da espropriare. Attualmente, con due lotti in cantiere, l’occupazione delle aree è completata per 5 chilometri e mezzo, su un totale di quasi 95 chilometri. Meno del 5 per cento, dunque. Non solo: sulla Pedemontana grava un contratto di project financing e dei tempi di realizzazione precisi (poco più di duemila giorni). Se il cronoprogramma si allungasse a causa delle procedure burocratiche «ordinarie», il concessionario Sis avrebbe buon conto nel rivendicare una revisione del contratto spingendosi fino a minacciare un contenzioso giudiziario. Anche perchè tutto il lavoro sta in piedi grazie a un accordo con le banche, che hanno preteso precise garanzie di rientro attraverso i pedaggi della superstrada.

Non meno complicata è la situazione della terza corsia: «La cosa peggiore che potrebbe succedere – aggiunge Riccardi – sarà un rallentamento delle procedure, la rinegoziazione di un nuovo accordo con le banche, un valore di indennizzo più baso e una concessione in scadenza più aggredibile». Insomma, danni non facilmente calcolabili ma comunque da sei zeri in su. Il governo, che l’altra sera ha bocciato gli emendamenti – sostenuti soprattutto dalla Lega – per «salvare» almeno i due commissari del Nordest, ha messo una pezza ieri pomeriggio approvando alla Camera un ordine del giorno che «impegna l’esecutivo a porre in essere tutte le iniziative necessarie ad impedire che la conclusione degli incarichi di commissario possa pregiudicare l’opera». Poco più che una raccomandazione. Allo stato, dunque, i commissari per l’emergenza concluderanno i loro incarichi il 31 dicembre. Poi, tutte le procedure torneranno ad avere carattere di rassicurante ordinarietà.

Daniele Ferrazza

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui