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Mirano. Negli ultimi 15 anni è stata sfruttata per la produzione di biogas

Verrà sigillata con un nuovo sistema di copertura. I lavori dureranno 14 mesi

MIRANO.

Chiude definitivamente la discarica di Ca’ Perale. Scaduti i 15 anni di gestione post-attività, durante i quali il sito è stato sfruttato per la produzione di biogas, partono ora i lavori di copertura definitiva della cava, all’interno della quale giacciono oltre 400 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani depositati in 8 anni di attività, dal 1988 fino al 1996.

Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori per l’allestimento del cantiere, quelli di copertura definitiva partiranno a giorni e saranno completati nell’arco di 14 mesi. La messa in sicurezza di Ca’ Perale prevede la realizzazione di un perimetro in materiale plastico, che servirà per isolare la discarica verso l’esterno. La sigillatura della cava permetterà di ridurre al minimo la produzione di percolato e rinverdire la calotta attraverso un’opera di riqualificazione ambientale e forestazione. Per farlo sarà realizzato anche un nuovo sistema di copertura sulla superficie della discarica, per ridurre al minimo le infiltrazioni di acqua piovana all’interno del sito. Saranno aumentate anche le pendenze, per migliorare il drenaggio e migliorati i sistemi di sicurezza fuori terra.  I lavori saranno interamente finanziati dalla Regione. Direttamente interessate sono undici famiglie miranesi che abitano nelle vicinanze della discarica, meno che in passato in quanto la realizzazione del Passante, il cui tracciato sfiora i confini della cava, ha in parte separato i veleni di Ca’ Perale dal quartiere abitato di Olmo, a nord del sito. La questione riguarda però anche diverse famiglie residenti in comune di Mira, a sud della discarica.  Mirano ha deciso di informare i cittadini sull’opera di ricomposizione:

negli anni scorsi erano stati diversi quelli in prima linea nel denunciare le fuoriuscite di percolato e le condizioni di vita di chi abita nei pressi della discarica. L’ex sindaco Roberto Cappelletto aveva anche ordinato il divieto di prelievo dell’acqua di falda nella zona, confermando così i timori della gente sulla presenza di veleni tutt’altro che innocui nella discarica.

Mercoledì prossimo alle 18.30 ci sarà un incontro pubblico in villa Errera, a cui parteciperanno l’assessore all’Ambiente Federico Vianello, il sindaco Maria Rosa Pavanello, l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Salviato, il direttore dell’autorità d’ambito Veneziambiente Alessandro Pavanato e i tecnici di Veritas, per informare residenti, comitati e associazioni sulle modalità dell’intervento e sulle prospettive di riqualificazione ambientale dell’area.

Filippo De Gaspari

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