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Nuova Venezia – “Veneto City, ecco cosa non va”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

giu

2012

L’Ordine degli ingegneri evidenzia le criticità e suggerisce modifiche

DOLO – Il Collegio degli Ingegneri di Venezia critica il progetto di Veneto City esprimendo perplessità sugli aspetti logistico-infrastrutturale, economico, normativo-amministrativo e ambientale. Questo è l’esito dell’analisi del Gruppo di lavoro istituito per valutare il progetto.

Le perplessità maggiori arrivano dalla questione idraulica. «La realizzazione per stralci di Veneto City e della sua prima fase comporta il rischio che anche le opere di attenuazione del rischio idraulico vengano realizzate per parti» spiegano Vittorio Drigo e Piero Pedrocco «Ci si chiede se non sia più opportuno immaginare un modello di intervento che realizzi globalmente, e per primo, il sistema di drenaggio, scaricando gli oneri sugli attuatori che realizzeranno i piani urbanistici. L’opera potrebbe essere l’occasione per creare un parco agro-ambientale, capace di riqualificare e valorizzare aree marginali». 

Il documento parla poi di viabilità e infrastrutture. «Veneto City potrà portare a un aumento considerevole di traffico sulla debole viabilità che interessa i paesi a sud della Riviera e a nord-ovest dell’A4 e del Passante. Vanno potenziati i mezzi pubblici favorendo la riduzione del traffico e i problemi ambientali dovuti al traffico eccessivo».    Si tocca anche la crisi economica.

«È probabile che gli investitori non siano più convinti che l’operazione, a cui serviranno ingenti capitali, sia remunerativa e possa portare a risultati positivi a breve. Una eventuale minor valenza imprenditoriale per l’insediamento, e prevedibilmente la minor qualità architettonica che ne deriverebbe, possono dare, a questo punto, più danni che vantaggi.

Se si riducessero le valenze del progetto si ridurrebbe a un intervento di provincia». Critiche arrivano anche per gli enti pubblici che hanno avvallato l’accordo. «Hanno accolto la realizzazione di Veneto City con una certa passività. I Comuni non hanno potuto e voluto e non potranno rinunciare all’opera, sia per l’ormai avvenuta approvazione dell’accordo di programma sia perché porterà benefici alle loro casse».

Giacomo Piran

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