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Il Comitato per l’integrità Bivi Terraglio chiede garanzie sull’ipotesi di ripristinare la circolazione per l’Alta velocità

Sul Corridoio 5 solo voci di corridoio: i comitati chiedono chiarezza. Se n’è discusso anche giovedì scorso a Mestre, nel corso di un’assemblea pubblica organizzata dal Co.Bi.Ter., il Comitato per l’integrità Bivi Terraglio, alla quale hanno partecipato circa 150 persone. Una piccola rappresentanza dei residenti di un’ampia zona che va dai confini con la Municipalità di Zelarino, località Favorita (Terraglio), alla zona di Ca’ Solaro; gente preoccupata dal susseguirsi di voci difficilmente verificabili sul progetto di creare una linea ad alta velocità e alta percorrenza (a regime 130 convogli al giorno) lungo il tracciato dell’attuale linea dei Bivi.        Da una parte il recente ragionamento del commissario straordinario per la Tav Venezia-Trieste, Bortolo Mainardi, secondo il quale spostare il progetto Tav lungo la ferrovia esistente consentirebbe di risparmiare più di un miliardo e mezzo di euro rispetto al progetto originario, che vorrebbe i treni veloci su una nuova linea lungo la gronda lagunare. Dall’altra, ora, le obiezioni del comitato, che giovedì sera, dati alla mano, ha ribadito la necessità di un incontro con Rfi e commissario per avere rassicurazioni in merito a un’idea che andrebbe a stravolgere una grande fetta di Mestre dove abitano decine di migliaia di persone.        Dopo la dismissione della linea dei Bivi, nei primi anni ’90, Comune e Ferrovie hanno dato la possibilità di costruire lungo una fascia sulla quale ora potrebbe passare la linea Tav/Tac, senza contare le abitazioni limitrofe. «Che ne sarà delle nostre case, patrimonio di una vita? Chi ci garantisce che, nel caso, tutti saranno risarciti? Chi garantisce sulla sicurezza di un progetto che l’Europa richiede all’Italia, ma che il nostro Paese sta delineando pensando al massimo risparmio»?        Per qualcuno giovedì sera è stato difficile mantenere la calma. Per ora nulla di concreto, «abbiamo chiesto degli incontri per capire quale sarà la decisione finale – spiega il coordinatore del Cobiter, Alvise Pengo – Mi sento però di dare una rassicurazione. Non abbiamo intenzione di organizzare barricate, semplicemente chiediamo di essere informati e, senza voler metter il becco sulle questioni tecniche, di essere ascoltati».

 

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