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SANTA MARIA DI SALA – Quasi la totalità delle colture orticole distrutte e oltre due milioni di euro di danni all’agricoltura. È il bilancio, spietato eppure non ancor definitivo, del nubifragio che sabato pomeriggio ha colpito i Comuni di Santa Maria di Sala, Salzano e Martellago. Danni ancora difficili da quantificare, anche perché, con queste percentuali, la conta è ancora in corso, con centinaia di sopralluoghi effettuati dai tecnici delle associazioni di categoria. Già da un primo giro delle zone colpite, però, l’agricoltura di mezzo Miranese appare in ginocchio: completamente distrutte le colture orticole nei tre Comuni attraversati dalla tromba d’aria, ingenti danni anche alle altre produzioni. A fare la prima sommaria stima dei danni è la Cia, Confederazione italiana agricoltori di Venezia, che ha subito avviato i sopralluoghi tecnici nelle zone colpite sabato pomeriggio dal maltempo, con raffiche di vento fino a 90 chilometri orari e forti grandinate. Sarebbero almeno duemila gli ettari di colture danneggiati. A pagare le conseguenze peggiori sono state quelle orticole, distrutte quasi al 100%, ma anche il frumento tenero (80%), mais e soia (70%). Proprio la soia, le cui semine sono state concluse da poche settimane, dovrà in alcune aree essere totalmente riseminata. «Difficile stimare economicamente la portata delle distruzioni», affermano i tecnici Cia al lavoro, «anche se l’ordine di grandezza è di un paio di milioni di euro». Si tratta del secondo grave episodio di maltempo in pochi giorni, dopo il tornado che ha colpito la laguna qualche giorno fa. «Fenomeni di questa portata», aggiungono dalla Cia Venezia, «sono sempre più frequenti ed estremi, a causa dei cambiamenti climatici. E ogni volta a farne le spese per prima è l’agricoltura. Paradossalmente è proprio l’agricoltura, nelle politiche dell’Unione Europea, a essere chiamata in prima fila nella lotta ai cambiamenti climatici». Per questi motivi si muovono anche i sindaci. Quelli dei tre Comuni colpiti si apprestano a dichiarare lo stato di crisi e chiedere alla Regione quello di calamità. Per quanto potrà servire, visto che i precedenti non sono poi così incoraggianti. Santa Maria di Sala, per esempio, si trova alle prese con una nuova richiesta danni, la quarta negli ultimi tre anni. Le tre precedenti tra l’altro hanno riguardato tutte la frazione di Caltana, finita in pochi mesi sott’acqua due volte e devastata dalla tromba d’aria che nel 2010 ha scoperchiato il centro commerciale Tom e il Palagraticolato. Il Comune non ha però mai visto un solo euro, nonostante tre richieste di calamità. Intanto partono le operazioni di ripristino: a Sant’Angelo è iniziata la pulizia del piazzale e della palestra scoperchiata dal vento. Serviranno almeno 120 mila euro e una ventina di giorni di lavoro per posare un nuovo isolante e riparare i vetri, poi il palazzetto potrà riaprire.

(f.d.g.)

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