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Corriere del Veneto – Veneto City non imiti Parigi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

giu

2012

Corrado Poli (editoriale del Corriere del Veneto)

Cosa avranno in comune Veneto City e la Défence di Parigi? Molte cose, a parte il fatto che il piano di sviluppo perturbano francese è almeno dieci volte più grande. Si tratta in entrambi i casi di piani di crescita urbana pensati e progettati un paio di decadi fa da imprenditori rimasti ancorati a una mentalità da anni ‘70/’80. Con un gruppo di studiosi di pianificazione urbana provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti ho visitato il nuovo centro direzionale parigino i cui enormi grattacieli sono stati disegnati dai più famosi architetti del mondo. Alcuni dei miei (anziani) colleghi erano stati responsabili di piani simili in città quali Lilla, Barcelona e Baltimora. Conoscendo la loro età e la conseguente passione per le grandi opere, mi sarei aspettato un generale consenso per questo intervento che impressiona per la modernità del disegno e la possanza delle costruzioni. Con mia sorpresa i miei colleghi mi sono apparsi molto scettici. Allo stesso rappresentante della compagnia di sviluppo dell’area, è sfuggito detto che alla sera la Défence, quasi tutti uffici oggi semivuoti, rimane deserta. Allo stesso tempo, di giorno ci sono molti problemi per il l’affollamento della metropolitana nelle ore di punta e non solo. “Ma non c’è da preoccuparsi” ci dice, “stiamo costruendo una nuova linea e una nuova stazione”. Come ovvio, noi esperti urbanisti all’unisono ci siamo preoccupati ancora di più: una nuova metropolitana non farà altro che aumentare il pendolarismo e svuotare ancora di più alla sera questo quartiere di torri giganti occupate da soli uffici! Questi interventi-investimenti edilizi sono comuni in molte città d’Europa e d’America e solo poche città sono state capaci di ridurli se non proprio eliminarli. Possono essere fatti bene, come succede a Parigi, a Copenhagen e in genere nel Nord Europa, o male come da noi dove spesso la manutenzione e la gestione lascia molto a desiderare. Ma rimangono in ogni caso opere del passato che dimostrano lincapacità della politica di proporre agli imprenditori finanziari opportunità di investimento meno “cassettiste” e più produttive. Non si può nemmeno farne una colpa agli imprenditori, a parte quella di avere occupato uno spazio che avrebbe dovuto essere proprio di politici pensanti in grado di elaborare progetti e non di eseguire pedissequamente quanto viene loro proposto.

La partita di Veneto City oggi si riapre grazie al successo del Movimento Cinque Stelle nel Comune di Mira. La vittoria elettorale dei grillini è figlia della mobilitazione dei comitati che hanno trovato del M5S il catalizzatore di idee condivise da gran parte della popolazione, ma non da politici decrepiti che si facevano interpreti di idee di antichi imprenditori. Ora, sarà difficile anche per il neo sindaco bloccare un progetto che ha già ricevuto tutte le benedizioni istituzionali. E forse non sarebbe nemmeno corretto mettere oggi il bastone tra le ruote a imprenditori che hanno impegnato ingenti capitali con il consenso delle istituzioni. Soprattutto perché non ci sono progetti alternativi. Lo stesso problema si pone a Parma dove il blocco dell’inceneritore dei rifiuti (che tanta parte ha avuto nella vittoria del M5S) potrebbe comportare il pagamento di grosse penali e il bisogno di ulteriori risorse per adottare un sistema diverso. Il neo Sindaco di Mira – con senso istituzionale – non dovrebbe limitarsi a cercare di bloccare il progetto, per quanto io stesso lo giudichi antico. Ma piuttosto dovrebbe dimostrare come la nuova politica, liberatasi del peso del vecchiume, sia in grado di presentare agli imprenditori nuove opportunità. A costo di costringerli a pensare in modo diverso e ad adattare i loro antichi progetti alle nuove esigenze espresse dai cittadini. Magari a partire proprio da un Veneto City profondamente rivisto.

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