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«Da verificare comportamenti omissivi o negligenze che arrechino danno all’ambiente e alla popolazione»

La battaglia sulle “grandi navi” finisce in procura. Giovedì il comitato che si batte contro il passaggio delle grandi navi in bacino San Marco ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti per chiedere «di verificare che non ci siano stati da parte degli organi preposti comportamenti omissivi, ritardi o negligenze che possano aver causato o causare in futuro danni o rischi o per l’ambiente e la popolazione».   Dell’esposto fanno parte anche il dossier redatto dal comitato nel dicembre del 2011 sui problemi sanitari legati al passaggio delle navi da crociera, la lettera inviata al Presidente della Repubblica Napolitano e l’ultimo dossier, presentato alcuni giorni fa, sull’inquinamento atmosferico legato sempre al passaggio delle grandi navi. Un documento nel quale le associazioni che si riuniscono nel comitato avevano sottolineato, anche con una raccolta di fotografie, i danni alla salute e ai monumenti causati dalle emissioni dei camini della navi che attraversano Venezia: «In dieci ore 72 tonnellate di Co2, una tonnellata di ossido di zolfo e una di ossido di azoto». Dati contestati dall’Autorità portuale secondo la quale la battaglia portata avanti in città sui “fumi pericolosi” è priva di buon senso, come dimostrerebbero le indagini in corso, perché il peso delle grandi navi sarebbe di molto inferiore rispetto a quello di industrie e auto.

«Il punto è che», spiega Silvio Testa portavoce del comitato “No grandi navi”, «a noi sembra che tutti a partire da Giorgio Orsoni, che in quanto sindaco è autorità sanitaria della città, abbiano sottovalutato il tema dell’inquinamento portato in città dal passaggio delle navi da crociera. L’unica cosa che si è mossa è che il Porto ha annunciato dei dati, a noi piacerebbe conoscere quali sono nei mesi di maggiore accesso alla città delle navi da crociera».

Come noto sul loro allontanamento da San Marco, pur con alcuni distinguo, sono favorevoli in molti. Il punto è: come e in che tempi? La realizzazione di un porto off-shore, l’arrivo a Marghera, ipotesi che piacerebbe al sindaco Orsoni, o il passaggio attraverso il canale Contorta Sant’Angelo. Il tutto in attesa della costruzione di una seconda Marittima a Dogaletto di Mira, già annunciato da Venezia Terminal Passeggeri (Vtp), per portare le navi di nuova generazione, lunghe fino a 360 metri. Il tema è lo spostamento delle grandi navi da San Marco, ma il nodo dell’inquinamento resta, dicono i comitati, forti di una petizione sottoscritta da 6.500 cittadini. «Ribadiamo che riteniamo urgentissimo un vostro intervento» recita l’esposto «per limitare i danni alla città di Venezia e alla sua Laguna che sono patrimonio dell’umanità». Tuttavia in passato esposti simili erano stati archiviati.

Francesco Furlan

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