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Gazzettino – Siccita’, agricoltori in ginocchio

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

lug

2012

ALLARME – A rischio circa 27mila ettari di colture estensive

I DANNI – Stimata una perdita fino al 60% dei raccolti

IRRIGAZIONI CONTINGENTATE – Salmonella individuata in alcuni canali. Non bastano i danni della siccità. A Mira come a Santa Maria di Sala i Comuni hanno emesso ordinanze contro l’uso dell’acqua di alcuni corsi.

È grave la situazione delle aziende agricole del veneziano. Il grido d’allarme della Coldiretti nasce dalla mancanza di piogge durante l’inverno e la siccità dell’ultimo mese che stanno mettendo in ginocchio molte coltivazioni. Il problema riguarda in particolare gli agricoltori che coltivano seminativo: mais, barbabietola da zucchero, soia.         Il presidente Jacopo Giraldo osserva: «La Coldiretti di Venezia, con le amministrazioni locali, si sta già attivando per aiutare i coltivatori disagiati richiedendo lo stato di calamità naturale per poi accedere al fondo di solidarietà nazionale. Prima di allora bisognerebbe che la Regione attualizzasse le tabelle delle produzioni ovvero i valori medi per singola coltura. Tabelle che vengono prese a riferimento per le varie stime in caso di calamità naturali; tali valori però si rifanno agli anni ’70 quando il rendimento delle produzioni per ettaro erano sicuramente più basse rispetto ad oggi quando tecniche agronomiche e la tecnologia consentono per fortuna, risultati migliori».         La situazione è grave. «Le piante sono in sofferenza idrica: anche se non si secca, la crescita è lentissima o quasi nulla – osserva il presidente della Cia Paolo Quaggio -. L’area colpita è molto vasta ed è il mais la coltura maggiormente in sofferenza». A lungo andare potrebbero risentirne anche le altre produzioni, quella della frutticoltura e quella viticoltura con evidenti ripercussioni anche sulla qualità, sulla quantità e di conseguenza sui prezzi».        Le aziende interessate sono soprattutto quelle che non hanno la possibilità di irrigare perché lontano da canali e scoli d’acqua. «In un momento di crisi generale questo evento naturale – prosegue Mario Quaresimin, direttore Cia Venezia – non fa che acquire problematiche molto serie per tutto il settore». Ci sono comunque anche notizie buone. Le aziende che possono attuare l’irrigazione di soccorso, ovviamente con notevoli costi dovuti agli impianti irrigui e al prezzo del gasolio agricolo, riescono a conservare una produzione soddisfacente. «Ma non sempre è possibile attuare tale irrigazione – osserva Quaggio -. Bisogna fare i conti anche con il problema del cuneo salino, in particolare nella zona del cavarzerano e nella zona del Tagliamento». A questi problemi se ne aggiungono altri perché i comuni di Mira e Santa Maria di Sala hanno emesso ordinanze con divieto di utilizzo dell’acqua in alcuni canali per la presenza di salmonella.

 

SITUAZIONE DRAMMATICA

Compromessi i raccolti di mais, soia e barbabietole

MESTRE – Circa 5700 aziende agricole per un totale di 27mila ettari coltivati a seminativo nella provincia. I territori maggiormente in difficoltà sono soprattutto localizzati nel cavarzerano, nella Riviera del Brenta , nel miranese, nel sandonatese e nel portogruarese. Aziende che stanno vedendo sfumare il raccolto di un anno di lavoro, con una perdita del 60% della produzione. È soprattutto il mais a subire il maggior disagio anche perché si tratta della coltura con la maggiore produzione. Problemi anche per barbabietola da zucchero e soia.

(l.per)

 

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