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Nuova Venezia – Brentan, il pm chiede 4 anni e 2 mesi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

lug

2012

La difesa vuole l’assoluzione , il gip rinvia il processo al 25 luglio per sentire il consulente della pubblica accusa

Quattro e due mesi di reclusione. Questa la richiesta formulata dal pm Stefano Ancillotto nei confronti di Lino Brentan, l’ex amministratore delegato della società Autostrada Venezia Padova accusato di corruzione e tuttora agli arresti domiciliari. I suoi difensori, gli avvocati Giovanni Molin e Stefano Mirate, hanno invece chiesto l’assoluzione con formula piena del loro assistito.   Un’udienza, quella di ieri davanti al giudice per le indagini preliminari Roberta Marchiori, durata oltre nove ore e conclusasi con un rinvio al prossimo 25 luglio quando in aula sarà ascoltata Chiara Cacciavillani – consulente del pubblico ministero – alla quale il gip ha chiesto alcuni chiarimenti sulla normativa dei contratti pubblici in vigore tra il 2004 e il 2006, periodo nel quale sono contestati alcuni episodi a Brentan. Subito dopo è prevista la sentenza. In caso di condanna Brentan usufruirà di uno sconto sulla pena di un terzo in quanto ha scelto il rito abbreviato evitando il dibattimento in aula.  Secondo l’accusa Lino Brentan obbligava i suoi dirigenti a firmare atti anche se loro erano contrari, come emerge dagli interrogatori di alcuni di loro e in particolare da quello di Giorgio Mattiello, il responsabile del personale della società di cui “Lino” era amministratore delegato. All’interno della società Padova-Venezia, Brentan aveva aveva insomma un vero e proprio potere assoluto che, stando alle accuse, avrebbe usato a piene mani per intascare mazzette. «Il cambio di imprese e professionisti operato da Brentan si è notato, ma poi ci si è adeguati – aveva spiegato Mattiello agli inquirenti – continuava però a stupire il fatto che le scelte non fossero fatte su criteri meritocratici, ma basate su conoscenze personali dell’amministratore delegato», ha raccontato Mattiello.  Nel giro di sei anni, stando alle accuse, l’ex amministratore delegato della società Autostrada Venezia-Padova avrebbe incassato 280 mila euro in mazzette e il suo arresto, il 31 gennaio scorso, aveva scosso il mondo della politica e dell’imprenditoria. I primi a raccontare al rappresentante dell’accusa dei pagamenti a Brentan erano stati il mestrino Dario Guerrieri e il compaesano dell’amministratore delegato di Autostrade Silvano Benetazzo. Il primo aveva riferito di aver consegnato 15 mila euro per la ristrutturazione del casello autostradale di Villabona e altri 20 mila per il Centro servizi 1 della Provincia a Mestre (episodio che però era stato stralciato); il secondo, che tra le sue confessioni e l’arresto di Brentan è morto, ha spiegato di avergli consegnato 60 mila euro in rate da diecimila euro. Ed era appena l’inizio.

Manuela Pivato

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