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PAESE – (mf) Alla presenza di un centinaio di persone si è tenuta nei giorni scorsi la conferenza con l’illustrazione dei dati tecnici per dire no al ritorno dell’amianto a Paese, con riferimento alla discarica Terra organizzata dall’onorevole Andrea Zanoni.

Tra gli intervenuti anche Alessandro Gualtieri, professore ordinario di Mineralogia presso il Dipartimento di Scienze della Terra di Modena e Reggio Emilia. Il docente è partito col sottolineare che le attuali normative risultano incoerenti perché nel caso dell’amianto si consente di smaltire un rifiuto pericoloso in una discarica per rifiuti non pericolosi, quella che Gualtieri ha considerato un’area grigia nella nostra legislatura sui rifiuti.

Fatto presente che è inevitabile che alcuni pacchi di rifiuti di amianto si possano rompere con il conseguente rilascio di fibre, Gualtieri ha rilevato che nel progetto del gruppo Mosole manca un piano di intervento in emergenza in simili situazioni.

«Questa discarica – ha soggiunto – produce un rifiuto secondario, ovvero il percolato, che in caso di probabili fessurazioni può contaminare le falde acquifere e l’area dove Mosole vuole costruire la discarica viene considerata un’area primaria di tutela acquifera».

Ancora: nel progetto non viene detto dove verrà inviato il percolato della discarica e con quali sistemi verrà trattato e manca un piano di trattamento del percolato.

«Esistono invece – ha concluso lo studioso – tecnologie alternative alla discarica che sono sicure e consentono di non avere negli anni tutte quelle problematiche che le discariche lasciano ai posteri».

Zanoni ha dichiarato, in conclusione della serata, che quanto detto dal professor Gualtieri è un’ulteriore conferma che la discarica costituirebbe un danno per la salute e per l’ambiente.

 

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