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Nuova Venezia – Idrovia, progettazione assegnata a Rinaldo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

24

lug

2012

Vinta per massimo ribasso. Alla gara ha partecipato in concorrenza anche lo studio della moglie.

E’ una delle grandi incompiute d’Italia. Grande opera abbandonata qualche decennio fa quando era quasi pronta.
L’Idrovia Padova Venezia, opera illuminata che doveva aprire il futuro del Veneto al trasporto fluviale, torna a vivere. La Regione pensa a riavviare gli scavi e a completare il collegamento Mira-Padova, soldi permettendo. Non solo per l’utilizzo a fine dei trasporti. Ma anche come sistema idraulico di difesa dalle inondazioni, per facilitare lo scarico a mare delle acque poluviali ed evitare dunque esondazioni come quelle dei mesi scorsi. Intanto è stato assegnato l’incarico per lo studio di fattibilità degli interventi. Una gara bandita dalla Direzione Difesa del Suolo della Regione e già pubblicata sul Bollettino regionale.

Otto i concorrenti, tutti studi di progettazione. Ha vinto per la migliore offerta economica lo Studio Rinaldo di Daniele Rinaldo con sede in via della Pila a Marghera, insieme alla Idroesse Infrastrutture di Padova e al Csp (centro studio progetti) di Verona.

L’offerta decisiva è stata quella sul prezzo, con un ribasso del 20 per cento sui 160 mila euro di base che sono diventati 128 mila. Al secondo posto la Ipros-Tea di Udine e Pordenone, al terzo lo Studio Galli ingegneria di Sarmeola di Rubano insieme alla Sembenelli di Milano. Al quarto la Technital di Verona insieme a Beta studio di San Nicolò (Padova),  la ditta che aveva progettato il Mose.

Alla stessa gara, insieme a Rinaldo, ha partecipato anche la società Tethis, di proprietà della Mantovani, l’impresa padovana di Piergiorgio Baita prima azionista del Consorzio Venezia Nuova che si candida a realizzare l’opera, classificata al quinto posto. Presidente di Tethis è Maria Teresa Brotto, vicedirettore del Consorzio Venezia Nuova. Molte le critiche arrivate nei mesi scorsi anche dopo la trasmissione televisiva «Report» su un possibile conflitto di interessi per l’assegnazione di numerosi incarichi pubblici di progettazione allo studio di Daniele Rinaldo, che è marito della Brotto.

«Che ci posso fare se loro sono i più bravi?», aveva risposto l’ingegnere. Adesso i due, marito e moglie, si ritrovano a partecipare da concorrenti alla stessa gara dove la commissione valutatrice (composta dagli ingegneri Tiziano Pinato, Marco Dorigo, Doriano Zanette e Bruno Claudio Lio) ha valutato l’offerta di Rinaldo come quella economicamente più conveniente, scartando quella di tutti gli altri compresa la Tethis. Stavolta si tratta di gara e non di incarico a chiamata, come i tanti affidati allo Studio Rinaldo nell’ambito della salvaguardia di Venezia. Una riprova, secondo gli estimatori dell’ingegnere padovano – figlio del grande ingegnere e politico della Dc Aldo – che il suo studio ha i numeri per vincere.

 

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