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Gazzettino – Lino Brentan rimane agli arresti domiciliari

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

lug

2012

VENEZIA – Il Tribunale ha rigettato il ricorso che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare

L’ACCUSA – Consulenze e appalti in cambio di mazzette

IL PROCESSO – Sentenza attesa per oggi pomeriggio

CORRUZIONE – Confessata da cinque imprenditori

Confermati gli arresti domiciliari per Lino Brentan, l’ex amministratore delegato della società Autostrade Venezia-Padova, accusato di corruzione in relazione a presunte mazzette che avrebbe ricevuto da alcuni imprenditori in cambio dell’assegnazione di appalti e consulenze. Il Tribunale del riesame di Venezia ha rigettato ieri mattina il ricorso presentato dai suoi difensori, gli avvocati Stefano Mirate e Giovanni Molin, i quali avevano chiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Antonio Liguore sulla base di un’asserita nullità dovuta ad una mancata notifica. Il collegio presieduto da Stefano Manduzio ha però ritenuto non fondate le tesi della difesa: le motivazioni della decisione saranno depositate nei prossimi giorni. Si tratta del terzo diverso collegio di giudici che si pronuncia confermando la misura cautelare a carico di Brentan, il cui processo dovrebbe giungere a sentenza oggi pomeriggio.        La scorsa settimana il sostituto procuratore Stefano Ancilotto ha concluso la sua requisitoria sollecitando la condanna dell’ex amministratore della Venezia-Padova a 4 anni e 2 mesi di reclusione. La difesa ha replicato chiedendo l’assoluzione di Brentan e sollevando una serie di questioni sull’applicabilità della disciplina degli appalti per i fatti anteriori al 2006. Al fine di chiarire alcuni aspetti connessi alle procedure seguite dalla Società Autostrade per l’affidamento dei lavori, il gup Marchiori ha convocato per questa mattina l’avvocato Ivone Cacciavillani, autore della consulenza tecnica sulla quale la procura ha basato parte delle accuse formulate nei confronti di Brentan. Dopo l’audizione, la parola passerà nuovamente a pubblica accusa e difesa per le eventuali repliche. Poi il giudice si ritirerà in camera di consiglio per la decisione.        A confessare di aver pagato mazzette sono stati cinque imprenditori: un episodio è datato e probabilmente già prescritto, ma altri sono piuttosto recenti, con pagamenti che sarebbero proseguiti fino al 2011. In caso di condanna, Brentan potrà usufruire dello sconto di un terzo della pena in quanto il processo si celebra con rito abbreviato.

Gianluca Amadori

 

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