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In merito all’articolo “Brentan scarcerato dal giudice, indagini su viaggi e golden card”, desidero precisare: l’indagine della magistratura riguarda la gestione precedente sia di Cav che di Venezia-Padova; la mia gestione di Cav non ha nulla a che vedere con l’inchiesta in corso relativa all’ex amministratore Lino Brentan; l’attuale gestione è improntata a trasparenza, efficienza e contenimento dei costi; io stesso ho rinunciato a tessere autostradali e golden card.

Tiziano Bembo Presidente Cav

 

Da ieri l’ex amministratore delegato di Autostrade Venezia-Padova non è più agli arresti domiciliari Non può, però, muoversi da Campolongo Maggiore. Nuovi accertamenti della Guardia di finanza

Brentan libero nuove indagini su viaggi e spese  – Dopo la condanna a quattro anni per corruzione, il giudice ha disposto la scarcerazione per Lino Brentan, ex ad della Venezia-Padova. Ma sul suo conto scattano nuovi accertamenti.

Pur avendolo condannato a quattro anni il giorno prima, il giudice veneziano Roberta Marchiori ha firmato ieri la scarcerazione per Lino Brentan, che non è più agli arresti domiciliari. Ha, però, una limitazione della libertà, non può allontanarsi da Campolongo Maggiore a causa dell’obbligo di dimora. L’ex amministratore delegato della società Autostrade Venezia Padova era stato arrestato il 31 gennaio scorso dalla Guardia di finanza per corruzione e due giorni fa era stato condannato.           Le indagini sul suo conto, però, non sono concluse con la sentenza: a spiegarlo è stato lo stesso pubblico ministero Stefano Ancillotto durante la requisitoria in camera di consiglio al termine della quale ha chiesto per l’esponente politico e manager una condanna a quattro anni e due mesi. La Guardia di finanza veneziana, infatti, prosegue le indagini in particolare in due direzioni. Durante gli accertamenti avviati dopo le prime confessioni dell’ingegnere della Provincia Claudio Carlon (alla fine ha patteggiato tre anni e mezzo per corruzione e peculato) gli inquirenti avevano appurato che Brentan viaggiava spesso, con la moglie, a spese della società di cui era amministratore delegato, viaggi anche lunghi, all’estero (ad esempio in Grecia) e in Italia. In alcuni casi in parte giustificati da incontri e convegni, comunque sempre pagati. Il secondo filone riguarda le «golden card» della società, documento che permette di viaggiare gratis nelle rete autostradale gratuitamente, distribuite ad amici e importanti personaggi dall’imputato quando era al vertice della «Venezia Padova», dove aveva rappresentato prima la Provincia di Venezia retta da Davide Zoggia e l’ultima volta il Comune di Padova guidato dal sindaco Flavio Zanonato.         Uno dei pilastri dell’accusa è stata la consulenza sulle irregolarità commesse da Brentan nell’indire gli appalti firmata dall’amministrativista Chiara Cacciavillani. Il documento prende in esame anche i lavori dati in appalto dalla società che ha preso il posto di quella diretta da Brentan, la «Cav – Concessioni Autostradali Venete», nella gestione del tratto autostradale Venezia Padova. A presiederla è stato messo dalla Regione il leghista Tiziano Bembo, consiglieri sono il commercialista Fabio Cadel per il Pdl e l’ex consigliere regionale e attuale presidente dell’Ames veneziana Giampietro Marchese per il Pd. Inoltre per l’Anas è amministratore delegato Eutimio Mucilli. Stando alla consulenza fatta per il pm, nemmeno gli appalti della Cav sarebbero immuni dagli stessi vizi del metodo Brentan, la differenza sostanziale sta nel fatto che l’ex amministratore delegato di Autostrada «Venezia Padova » le irregolarità le commetteva per favorire le imprese che gli versavano la tangente.

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le reazioni

Nel suo paese grande stupore «Notizia triste»

Sconcerto a Campolongo Maggiore per la condanna a 4 anni di Lino Brentan presidente della società autostrade Padova Venezia. «È una notizia – spiega il sindaco di Campolongo Alessandro Campalto – davvero spiacevole. Brentan è stato per anni consigliere ed assessore in questo paese e non c’è mai stato alcun problema di legalità nelle sue azioni. Le sentenze della magistratura non si commentano, ma spero che nei prossimi gradi di giudizio possa emergere una diversa verità. Insomma, che Brentan possa essere ritenuto innocente anche se ora ha subito una pesante condanna». Anche da parte di Oriana Boldrin , presidente dell’Associazione “Mondo di Carta” e paladina della legalità c’è sorpresa per quello che è accaduto. «Conoscevo un Brentan completamente diverso da quello dipinto – spiega la Boldrin – dalle carte processuali che hanno portato alla sua condanna . Resta comunque un amico al di là delle vicende giudiziarie in cui è incorso. Se possibile nelle prossime settimane andrò a trovarlo nonostante si trovi in carcere o ai domiciliari come segno di immutata amicizia». No comment invece dall’ex sindaco Roberto Donolato. In paese molti hanno commentato la notizia, ma senza molta sorpresa.  (a.ab.)

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