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TREVISO – (mf) «Malgrado una diminuzione dei prezzi delle case che arriva anche al 25%, rispetto a due anni fa, delle abitazioni costruite negli ultimi 4 anni più di una su quattro è invenduta». A dirlo è Celso Bortolotto, segretario provinciale Feneal-Uil. E il dato fa il paio con il drastico calo dei consumi evidenziato ieri dall’osservatorio di Ascom. «Non è che il certificato finale: l’economia della provincia è in un coma che, senza un’inversione di tendenza, rischia di diventare irreversibile – aggiunge – i dati di Confcommercio non fanno che confermare l’estrema gravità della situazione socio-economica del trevigiano: un tessuto produttivo vivace spazzato via prima dalla crisi e poi da politiche economiche e finanziarie che drenano risorse e linfa vitale dalle famiglie verso le rendite della finanza. Questa austerity uccide l’economia reale». E l’andamento del mercato delle case, con una tendenza che nell’ultimo anno e mezzo sembra sempre più negativa, lo riconferma. «Chi può vende immobili residenziali a prezzi di realizzo, mente chi deve ripianare debiti vende sottocosto, non a famiglie ma sempre più spesso a investitori con forti profili speculativi – conclude il segretario – non c’è solo una contrazione della massa monetaria che blocca un investimento tipico come quello sulla casa, resa ancora peggiore dalle banche che erogano mutui con il contagocce, ma questo spiega anche le difficoltà del settore delle costruzioni che dal punto di vista occupazionale rappresenta una bomba ad orologeria».

 

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