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Il dato della Coldiretti di Riviera e Miranese: aumentano i giovani e gli italiani

E i mercati del contadino con prodotti a chilometro zero sono cresciuti del 15%

DOLO. C’è un settore che va a gonfie vele nel comprensorio dei 17 Comuni della Riviera del Brenta e del Miranese ed è quello dell’agricoltura che segna di fatto un boom di occupati con quasi 500 posti di lavoro in più. Le cifre di questo fenomeno per il 2012 le danno i funzionari Coldiretti. Dati che sono confermati anche dai loro colleghi della Cia (Confederazione Italiana agricoltori) che segnala bei risultati per i “mercati del contadino”. «In Riviera del Brenta», spiegano Fabio Livieri, referente di Coldiretti nel Miranese, e Paolo Capuzzo, responsabile della stessa associazione di categoria per la Riviera, «le aziende agricole sono quasi 700, 500 nel Miranese, aziende perlopiù a dimensione familiare». Su circa 5.000 occupati nei 17 Comuni, quasi 3.200 sono lavoratori autonomi e cioè famigliari, altri 1.800 sono dipendenti. Ed è proprio fra questi che nel giro di un anno il livello degli occupati, che era di 1.400 nel 2011, è salito di oltre 400 unità. Insomma le aziende agricole vanno bene, e anche se non aumentano di numero sono in grado di creare nuovi posti di lavoro. Certo la maggioranza delle assunzioni non è a tempo indeterminato. Ma chi ci va a lavorare in agricoltura? Si penserà stranieri e pensionati per arrotondare con il campetto il reddito della pensione? Niente di tutto ciò. Ad andare a lavorare in agricoltura sono sempre più giovani e italiani. «Mentre fino al periodo pre-crisi», spiegano dalla Coldiretti, «il 90% degli occupati dipendenti in agricoltura erano braccianti provenienti dai paesi extracomunitari o dell’Est europeo, ora la percentuale degli stranieri è del 60% e gli italiani sono al 40%». «La maggioranza delle nuove assunzioni», continua Paolo Capuzzo, Coldiretti Riviera, «è nel settore del vivaismo e dell’orticultura. In questi casi servono persone che si formano negli anni e con forte conoscenza delle piante da trattare». Vanno bene anche gli agriturismi e i mercati del contadino. Nel settore degli agriturismi durante questo quadriennio di crisi l’occupazione non è scesa, anzi da un anno si assiste a un aumento del 5-10%. «I mercati del contadino di Dolo e Mira ad esempio», spiega Paolo Borile, della Cia della Riviera, «che permettono l’acquisto si prodotti a chilometro zero, hanno avuto un aumento di clienti del 15% da quando sono stati istituiti nel 2010, e questo nonostante la crisi».

Alessandro Abbadir

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