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Gazzettino – Pedemontana, nuovo esposto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

ago

2012

IL CASO – Anche Elvio Gatto tra i firmatari del documento presentato alla Finanza

I comitati vogliono i dati sul traffico presunto: «L’opera non potrà autofinanziarsi»

«La Pedemontana senza traffico non si paga». E parte l’esposto. Un gruppo di attivisti dei Comitati per una viabilità sostenibile, fra i quali il presidente dei Comitati trevigiani Elvio Gatto, ha presentato, l’8 agosto, un esposto alla Guardia di Finanza. Riguarda il “caso” pedemontana, che la crisi economica sembra rendere ancor più caldo. Secondo i Comitati, infatti, il calo dei veicoli in transito lungo le strade del Trevigiano e del Vicentino rende impossibile che l’opera possa, dal punto di vista economico, finanziarsi. Ma se manca tale presupposto chiave, allora non è possibile dar vita ad un project financing, sistema alla base della realizzazione dell’intervento.               «Abbiamo presentato l’esposto -spiega Elvio Gatto- per il fatto che, con un continuo rimbalzo di competenze, non riusciamo ad avere i dati sul traffico che abbiamo richiesto né dal Commissario Vernizzi né dal suo vice Fasiol». E quei dati sono determinanti. «Zaia parla di 50mila veicoli in transito -aggiunge Gatto- per noi sono molti meno; Zaia per arrivare a quei numeri deve tener conto di un traffico importato che attualmente non abbiamo; quindi la pedemontana non farà che caricare il debito dell’ente pubblico regionale: i cittadini lo devono sapere. Già i dati del Cipe erano al limite e ora la situazione è peggiorata».              Intanto, i Comitati si preparano alle prossime vertenze in tribunale: in settembre è in programma esame di alcuni dei ricorsi da parte del Consiglio di Stato. Nel frattempo, però, la Pedemontana va avanti. «Sono già stati realizzati 6 chilometri: la ditta appaltatrice ha tutto l’interesse a proseguire nei lavori: se la giustizia li fermerà, otterrà una penale dalla Regione e venderà tutta la buona ghiaia frutto degli scavi in corso».      Laura Bon

 

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