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LO STUDIO

Negli ultimi dieci anni (2001-2011) nel Veneto il numero delle abitazioni è cresciuto da 2.016.082 a 2.332.926, con un incremento di 316.844 pari al 15,72% (fonte:Istat). Negli ultimi dieci anni, dunque, si è realizzato quasi il 14% dell’intero patrimonio edilizio abitativo esistente in Veneto: a questo ritmo, calcola Luigi Calesso che sul tema ha svolto uno studio, tutte le case e gli appartamenti esistenti nella nostra regione avrebbero potuto essere costruiti in settant’anni invece che in secoli.Sempre nel periodo 2001-2011, la popolazione è passata, invece, da 4.527.694 unità a 4.866.324 con un incremento di 338.630 residenti, pari al 7,48%: l’aumento percentuale della popolazione, quindi, è stato circa la metà di quello degli alloggi.

La naturale conseguenza, legata anche allo scoppio della crisi economica, è l’incremento del numero degli alloggi inutilizzati, vuoti e sfitti. L’Istat ci viene in aiuto anche su questo fronte e ci dice che il numero delle abitazioni non occupate o occupate da non residenti (la maggior parte sono appunto alloggi vuoti) è passato dai 318.055 del 2001 agli attuali 387.016, con un incremento di 68.961 unità, pari al 21,68%. Si può, insomma, concludere che dei 320.000 nuovi alloggi realizzati nel decennio circa 70.000, quasi un quarto, siano rimasti vuoti. Insomma, ci sono molte più case del necessario. Senza contare i capannoni industriali, di cui si calcola ve ne sia almeno il venti per cento sotto utilizzato o completamente abbandonato. I cartelli «vendesi» e «affittasi» fanno praticamente parte del nostro paesaggio. Nei giorni scorsi, un altro studio ha confermato l’abuso di consumo del territorio compiuto nel Veneto. Tra le prime dieci province d’Italia più cementificate compaiono sia la provincia di Padova (che ha coperto il 23 per cento della sua superficie) che quella di Treviso (che ha coperto il 19%). La fonte è l’Ispra, che ha fornito i dati al Ministero dell’Agricoltura per fermare l’occupazione delle campagne da parte del cemento. Treviso, che è proprio la provincia di Luca Zaia, conferma il «sovradosaggio» di fabbricati rispetto alle necessità: nel 2003 il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale recitava: «Gli abitanti teorici insediabili calcolati, sulla base dei PRG e varianti PRG di riferimento, sono 257.600. Se sommati alla popolazione attualmente residente in Provincia, dà un valore pari a 1.065.600 abitanti. In altre parole, senza aggiungere nessuna nuova zona residenziale ma edificando nelle aree già esistenti, sul territorio possono insediarsi altre 257.600 persone, raggiungendo così un ammontare di popolazione pari a più di un milione di persone. Estrapolando questi dati sulla retta di previsione di popolazione fino al 2030, calcolata secondo l’ipotesi tendenziale, si evidenzia un elemento importante. Saturando le aree residenziali, senza nessuna modifica ai PRG, le cubature residue possono sopperire al fabbisogno di abitazioni della popolazione fino al 2031» (d.f.)

 

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