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GLI AMBIENTALISTI

Un dossier per riaprire il dibattito sulle trasformazioni urbanistiche in corso sul nostro territorio o anche solo su quelle previste. Lo presentano, in concomitanza con l’apertura della Biennale Architettura, l’Associazione Ambiente Venezia, Medicina democratica e l’associazione Gabriele Bortolozzo.              «Tra qualche giorno – si legge nella presentazione della corposa documentazione – le istituzioni torneranno al lavoro e saranno prese decisioni sul futuro del nostro territorio. Intendiamo pertanto rilanciare il dibattito a riprendere la discussione tra i cittadini e all’interno delle università sul futuro della nostra città».               Dopo aver elencato i danni causati dal canale dei Petroli e quelli, ipotizzati, che potrebbero essere provocati dal sistema Mose e dalle opere complementari, le associazioni mettono al centro del mirino le prossime opere “folli”: il quadrante di Tessera, la Tav (treno ad alta velocità) e la metropolitana sublagunare.                «Si pensa di scavare nuovi canali in laguna – dicono gli esponenti ambientalisti – per far passare all’interno della laguna navi sempre più grandi e assistiamo alla cementificazione del litorale e della conterminazione lagunare. Non è questa la città che vogliamo. Per questo poniamo all’attenzione anche una serie di proposte sulla portualità, sulla salvaguardia della città senza il Mose, gestione del turismo pendolare che blocchi la trasformazione di Venezia in un albergo diffuso».

 

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