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LA POLEMICA

Lo stilista chiede che Venezia sia preservata dai grattacieli del mare ma il presidente del porto attacca: «Non inquinano e non sono pericolose»

MESTRE – (M.D.) Un pannello della mostra sul «Palais Lumière» spiega meglio di tante parole quel che Pierre Cardin pensa delle Grandi Navi e del loro passaggio in area Marciana.                  Si tratta di una veduta veneziana. Uno scorcio di Canal Grande. In primo piano, l’impatto sulla città di una nave da crociera. In fondo, quasi impercettibile, la silhouette del «Palazzo» di Cardin. Come a dire: guardate che differenza d’impatto.                 Un ragionamento che Cardin ha ripetuto anche in occasione della cerimonia d’inaugurazione della mostra dedicata al suo «Palais». Non un semplice «vernissage», ma il battesimo ufficiale del progetto, con istituzioni e copertura mediatica internazionale. Un grande evento condito da parole di fuoco contro il passaggio delle «Grandi Navi». Con un’idea provocatoria: costruire a Porto Marghera il nuovo attracco per i giganti della navigazione.                  «Venezia deve esser preservata dall’arrivo delle Grandi Navi – ha detto Cardin – che generano il fenomeno dell’alta marea. La città di Venezia deve esser tutelata. Voglio che sia il porto di Marghera il nuovo crocevia turistico per le grandi navi».                    Parole che hanno scosso Paolo Costa. Il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, che era presente alla cerimonia inaugurale della mostra sul «Palais», ha trovato inappropriata l’uscita pubblica dello stilista italo-francese e la sua proposta di deviare su Porto Marghera il traffico croceristico.                  «Ho trovato fuori luogo ogni accostamento fatto da Cardin tra il suo progetto e le grandi navi», attacca Costa, che poi smentisce anche quanto sostenuto da Cardin sulla «pericolosità» dei giganti del mare. «Non vedo cosa c’entra il discorso di Cardin sul tema delle grandi navi. Le navi non inquinano e non sono pericolose. Sono brutte, ma questo è un altro discorso».                   Costa non vuole far polemiche, ricordando anche che il «Palais» crescerà su area portuale e che lui è sempre stato favorevole al progetto, ma le esternazioni dello «zio di Francia» non gli sono proprio andate giù. E replica di conseguenza.                «Le navi – ragiona Costa – offuscano il paesaggio per qualche istante, poi se ne vanno. Mentre la struttura di Cardin resta lì per sempre. Se vuole portare le grandi navi sotto il suo Palazzo non si deve far altro che chiudere il Porto».                   A gettare acqua sul fuoco ci pensa Rodrigo Basilicati, nipote di Pierre Cardin e progettista del «Palais». «Il porto deve mantenere le sue funzioni di porto, ci mancherebbe. Mio zio voleva solo sottolineare il grande rischio del passaggio in centro città di questi mastodonti del mare, che non hanno nulla da vedere con Venezia».

 

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