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San Donà. L’allarme del comitato cittadino contrario al tracciato affiancato a quello ferroviario

No all’affiancamento della Tav, ecco i dati allarmanti dell’impatto dell’infrastruttura sul territorio di San Donà. Il comitato contrario al tragitto affiancato a quello ferroviario ha affrontato uno studio accurato e puntuale sulla base della cartografia regionale, in base al quale decine e decine di appartamenti, condomini e ville sarebbero interessati dal nuovo passaggio dei binari, perdendo la loro tranquillità a causa dell’inquinamento acustico.

Il coordiamento dei comitati locali è preoccupato per l’attraversamento dei centri abitati. Le cartografie delle ferrovie e la carta tecnica regionale parlano chiaro, anche se non del tutto aggiornate, e tratteggiano una situazione preoccupante per chi abita ad una certa distanza dai binari della futura Tav affiancata alla linea ferroviaria contro la quale i comitati si battono suggerendo piuttosto l’affiancamento all’autostrada.

«Con la costruzione dei nuovi binari», spiega Paolo Perissinotto a nome dei comitati che stanno organizzando una serie di incontri con i residenti, «nel solo tratto cittadino di San Donà si contano ben 34 edifici residenziali, tra i quali anche parecchi condomini, che saranno all’interno della fascia di rispetto fissata a 30 metri e che regolamenta la sicurezza del trasporto. Praticamente tutta Mussetta. Sarà una fascia soggetta a vincoli di inedificabilità futura, limitando il pieno diritto di proprietà esercitato dai titolari dei fondi con inevitabili ripercussioni anche dal punto di vista economico e perdita del valore del patrimonio immobiliare. Se prendiamo come riferimento una fascia di 50 metri a ridosso della linea, su entrambi i lati, sono più di cento gli edifici gravemente esposti al rumore ferroviario nelle zone urbanizzate a ridosso della linea. Quindi più di cento sarebbero gli edifici gravemente esposti al rumore generato dai treni. E anche in questo caso sono compresi parecchi condomini. Infine sono addirittura 800 gli edifici nelle medesime condizioni se consideriamo un’ultima fascia di 250 metri dai binari, distanza indicata a suo tempo dal decreto del ’98 per individuare gli edifici residenziali quali ricettori dell’inquinamento acustico».

Il comitato ha denunciato anche i ritardi nelle opere di mitigazione per abbassare il rumore ferroviario nelle zone urbanizzate a ridosso della linea. Un riferimento all’ammodernamento e potenziamento della linea storica con il transito dei treni merci.

Giovanni Cagnassi

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