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San Donà. Studio evidenzia le conseguenze del tracciato affiancato alla ferrovia

SAN DONÀ – Tracciato Tav, i comitati si interrogano sulle possibili soluzioni. Quello di San Donà ha appena tracciato una mappa degli edifici esposti all’inquinamento acustico nel caso di un tracciato affiancato a quello della ferrovia. Si arriva fino a 800 edifici nella fascia dei 250 metri. San Donà sarebbe pronta almeno a discutere la possibilità di un tracciato affiancato all’autostrada, ma non tutti i comitati sono dello stesso avviso. All’interno dei tanti comitati sorti nel territorio del Basso Piave ci sono posizioni differenti circa la valutazione dei tracciati alternativi. Ad esempio Meolo , dove il sindaco si sarebbe espresso favorevolmente al tracciato litoraneo perché intacca poco il loro territorio, non vedono bene l’affiancamento all’A4 che già li trova penalizzati per la terza corsia. In ogni caso, solo San Donà ha fatto una valutazione effettiva degli edifici coinvolti in caso di tracciato di fianco alla ferrovia. Con la costruzione dei nuovi binari, solo a San Donà, si contano ben 34 edifici residenziali, e parecchi condomini, che saranno all’interno della fascia di rispetto fissata a 30 metri. Si considera pertanto la zona di Mussetta come quella che sarebbe più colpita. La paura è quella dei vincoli di inedificabilità futura, limitando il pieno diritto di proprietà esercitato dai titolari dei fondi con ripercussioni anche dal punto di vista economico e perdita del valore del patrimonio immobiliare. Se la fascia è di 50 metri a ridosso della linea, su entrambi i lati, sono più di 100 gli edifici esposti al rumore ferroviario nelle zone urbanizzate. Infine sono addirittura 800 gli edifici consideriamo un’ultima fascia di 250 metri dai binari, distanza indicata a suo tempo dal decreto del 1998 per individuare gli edifici residenziali quali ricettori dell’inquinamento acustico. Il comitato ha denunciato anche i ritardi nelle opere di mitigazione per abbassare il rumore ferroviario nelle zone urbanizzate a ridosso della linea. Giovanni Cagnassi

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  1. 1 Comment

    • Jorge says:

      Ad esempio per la trasnaplid, sono previste tre diverse fasi di controllo sull’impatto ambientale, il ripristino paesaggistico, la possibilità delle autorità elvetiche in materia di protezione ambientale di bloccare parti del progetto, è stata gestita in modo differente la relazione con le comunità del territorio e le associazioni di cittadini con studi ad hoc sul rapporto costi/benefici per la TAV, dal versante italiano, non è chiaro nulla, non si sa in che stato lasceranno il territorio, non sono neppure previste soluzioni per la movimentazione di materiale durante i lavori (si presuppone passeranno in mezzo a campi coltivati e case) insomma parliamo di realtà ben diverse. Addirittura al San Gottardo hanno chiaro quanto traffico prevedono di deviare su ferrovia!

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