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manifestazione a caorle

CAORLE. Sono state raccolte tremila firme su 1350 cartoline stampate da Legambiente per salvare Valle Vecchia e ieri i numeri sono diventati fatti quando l’associazione accompagnata da molti cittadini è tornata in piazza con degli striscioni il cui messaggio non ha lasciato spazio a dubbi: «Giù le mani da Valle Vecchia».

Il Pat, il piano di assetto territoriale, è chiaro negli intenti ma non ancora nelle modalità: in Brussa si costruirà una nuova struttura ad indirizzò turistico da 6750 posti letto. Ma come sarà strutturato questo impianto turistico? Il progetto non è ancora stato reso noto dall’amministrazione comunale ma, anche se secondo alcuni tecnici la struttura non sarà invasiva ma rispetterà le peculiarità del territorio, Legambiente e le migliaia di sostenitori hanno le idee chiare: niente cemento su Valle Vecchia, deve rimanere incontaminata. «È una scelta che riteniamo sbagliata», spiega Maurizio Billotto portavoce di Legambiente, «sia per la distruzione del patrimonio naturale e del paesaggio, sia perché va contro gli interessi degli stessi operatori turistici che si vedranno erodere ancor più i margini operativi portando ad uno scadimento della qualità dell’offerta turistica».

Secondo l’amministrazione comunale serve un piano di rientro economico che si basi sul turismo, fonte di guadagno imprescindibile per Caorle, mentre chi sostiene l’incolumità di Valle Vecchia non la vede allo stesso modo. «Le migliaia di posti letto in più», conclude Billotto, «non sono supportate da previsioni di crescita della domanda perciò vi sarà solo una redistribuzione di presenze, con riduzione del reddito per chi vive di turismo».

Gemma Canzoneri

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