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MESTRE. Un viaggio di 458 chilometri, al posto di uno di 136. Attraversare le zone più fittamente popolate del Paese con quello che non è un semplice pacchetto, ma un carico di sostanze radioattive. «E proprio questo è il punto», nota Michele Boato, rappresentante di Rete Ambiente Veneto, che riunisce decine di associazioni per la difesa del territorio, «perché affrontare i rischi di un viaggio su gomma così lungo fino a Trieste quando era possibile arrivare in treno blindato a Genova? La faccenda presenta molti lati oscuri. Il deposito nucleare di Saluggia è il più grande d’Italia e ospita le scorie delle centrali di Trino Vercellese e Caorso. Ma questo piano parla di “rientro di materie nucleari strategiche di origine Usa” ed è voluto dal governo statunitense. Da Saluggia i comitati dicono che questi materiali, una volta trattati prendendo la parte più ricca d’isotopi di uranio, torneranno in Italia. Insomma: un pericolo tremendo. Esiste una casistica di incidenti di questo tipo. E le conseguenze di un intoppo renderebbero invivibili le nostre zone per decine di anni. Come Rete Ambiente Veneto ci prepariamo a proteste clamorose per fermare questo viaggio assurdo».

Un viaggio lungo l’A4 che va fatto “in collaborazione con le Regioni e i Comuni interessati” che sfiorerà le zone più urbanizzate della provincia, paesi in cui nessun amministratore è stato avvertito. «Io sono la prima autorità sanitaria del mio Comune e non ne so nulla», sbotta Maria Rosa Pavanello, sindaco di Mirano, per cui, lungo il Passante, si muoverà il micidiale carico, «Nessuno mi ha avvisato. Sarebbe questa la “collaborazione” richiesta e offerta? Questo blackout informativo mi preoccupa. Per proteggere i miei concittadini eserciterò tutte le prerogative di legge».

Gianfranco Bettin, assessore all’ambiente di un Comune confinante come Venezia boccia l’operazione: «Allungare i tragitti vuol dire moltiplicare le occasioni d’incidente. Il tutto facendo passare il carico per le strade più trafficate della rete nazionale. Un’operazione che passa sulla testa dei territori e che dimostra la natura autoritaria dell’energia atomica». Tanto più che nemmeno la Protezione civile è stata informata: «Nessuno ci ha detto nulla», conferma l’assessore regionale Daniele Stival, «una situazione incredibile».

Ugo Dinello

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