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Gazzettino – Convoglio nucleare: è allarme

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

set

2012

IL VERTICE – Le scorie devono essere trasportate a Trieste

Il camion passerà in otto comuni trevigiani lungo la A4

TREVISO – (zan) Attraverseranno anche la Marca le scorie delle ex centrali nucleari italiane. Il governo sta procedendo a smantellare il deposito di Avogadro di Saluggia, in provincia di Vercelli, dove è stoccato quasi l’85% dei residui del programma atomico nazionale ormai dismesso. Una parte di questo materiale dovrà essere trasportato dal Piemonte al porto di Trieste, per essere imbarcato su una nave per gli Stati Uniti. Sugli speciali camion saranno caricate dieci barre, equivalenti a circa cinque chilogrammi di materiale radioattivo. Il convoglio si muoverà nella prima decade di novembre (la data precisa non è ancora stata fissata) e percorrerà l’autostrada A4, transitando anche per la provincia di Treviso. Verranno toccati otto comuni: Preganziol, Mogliano, Casale, Zero Branco, Monastier, Roncade, Cessalto, Motta di Livenza.
Ieri in prefettura, si è tenuta una riunione per approntare il «Piano di emergenza provinciale», con forze dell’ordine, vigili del fuoco e protezione civile, oltre ai rappresentanti dei Comuni interessati: l’obiettivo è coordinare le procedure per far fronte ad un’eventuale incidente. Il prefetto Aldo Adinolfi, comunque, tranquillizza: «Le quantità trasportate sono limitate. Basti pensare che il contenitore dove saranno inserite le dieci barre potrebbe, potenzialmente, ospitarne 966. Il carico radiologico è molto contenuto e quindi il pericolo è molto ridotto». Le stesse disposizioni nazionali contemplano come ipotesi peggiore la collisione del mezzo in cui sono trasportati i «rifiuti» nucleari con un altro veicolo carico di sostanze infiammabile: anche in questo caso, spiega il rappresentante del governo, proprio per il basso indice di radioattività, non sarebbero necessari provvedimenti a tutela della popolazione, ma solo la creazione di una fascia «di esclusione» di 50 metri per consentire l’intervento dei tecnici. «Il trasporto è fatto in condizioni di sicurezza, non vi è motivo di preoccupazione», ribadisce Adinolfi.
Gli ambientalisti, però, non nascondono le loro perplessità e la Regione avrebbe intenzione di vietare il transito sul proprio territorio.

 

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