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Nuova Venezia – “Amianto, troppe le inchieste dormienti”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

set

2012

Approvata in senato mozione di Casson che esorta le Procure a indagare sulle vittime delle fibre killer

MARGHERA. I fascicoli “dormienti” delle indagini sulle vittime delle fibre-killer di amianto e le responsabilità delle aziende che non hanno fatto nulla per evitarlo, debbono esse riaperti dalle Procura della Procura delle Repubblica, in particolare quelle del Veneto e di Venezia per il polo industriale di Marghera e il Porto sui quali ci sono molte inchieste aperte da anni ma mai concluse. Ad esortare la magistratura a dar seguito alle inchieste sui lavoratori malati o morti per l’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro e non solo, è una mozione – presentata dal senatore Felice Casson – votata ieri in aula al Senato quasi all’unanimità. Nella mozione si impegna il Governo a: «verificare quante denunce e segnalazioni di qualsiasi genere, ma attinenti ad esposizioni ad amianto e a patologie asbesto-correlate, siano pervenute a tutte le singole Procure della Repubblica italiana, dall’anno 2000 ad oggi e determinare per ogni singolo ufficio giudiziario quante ne siano state archiviate siano ancora pendenti o siano state concluse con passaggio del fascicolo al Gip e quante di queste ultime si siano già concluse con sentenze di primo o di secondo grado, ovvero siano divenute definitive».

«Sulla tutela della salute dall’amianto qualcosa si muove, ma bisogna proseguire con più decisione» ha detto ieri l’ex pm Felice Casson intervenendo in Senato sulla mozione «è positivo che la sensibilità del ministro della Salute dopo le tante sollecitazioni abbia fissato per novembre prossimo a Venezia la Conferenza nazionale sulle patologie asbesto correlate, ma c’è un numero elevato di indagini, di inchieste presso le varie procure della Repubblica e i vari uffici giudiziari, che sono praticamente completamente fermi in maniera vergognosa ed indecorosa. Per di più, con il rischio di continue e inaccettabili prescrizioni». «Come se non bastasse» ha aggiunto Casson «Rimangono tuttora irrisolte questioni fondamentali sui quali il governo si è in più occasioni impegnato tra cui la modifica della normativa per fare in modo che tutte le vittime che, a causa del lavoro o per questioni ambientali, erano state toccate da patologie asbesto-correlate possano ottenere i benefìci previsti dalla legge. Questo riguarda non soltanto i lavoratori ma, ad esempio, anche il personale militare e le donne. Un provvedimento per altro già coperto finanziariamente dal 2007 dal governo Prodi».

Gianni Favarato

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