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Tutti in barca per dire “no” alle grandi navi. Ma l’ultima manifestazione (pacifica) lungo il Canal Grande era stata oggetto di denunce e verbali inviati da polizia e vigili urbani. Colpa di un regolamento che vieta i cortei in Canal Grande – pensando ai blocchi del traffico, non era quello il caso – e della situazione di tensione maturata in quei giorni. Ai proprietari di barche che avevano partecipato alla festa sono arrivate multe e denunce. Ma ieri il Consiglio comunale ha formalizzato, praticamente all’unanimità – primo firmatario l’ex Procuratore generale Ennio Fortuna, Udc. promotori Beppe Caccia e Sebastiano Bonzio – un ordine del giorno che impegna il sindaco a intervenire per garantire «la libertà di manifestazione pacifica dei cittadini». «Un passo importante», commenta Caccia, «i cittadini che vogliono manifestare possono stare tranquilli, non rischiano nulla».

E l’afflusso annunciato per domenica è davvero massiccio. A chiamare a raccolta i veneziani è stato il comitato «No Grandi Navi», che intende rilanciare la battaglia contro l’ingresso dei transatlantici in laguna. Navi ormai superiori alle 130 mila tonnellate, alte come un campanile. «Inquinano, spostano sedimenti, ci bombardano con i radar», dice il portavoce Silvio Testa, «è ora di dire basta e di trovare un’alternativa. Quelle navi così grandi non possono più passare davanti a San Marco». Appuntamento domencia pomeriggio alle 16 a Punta della Dogana. Ci saranno anche le barche delle remiere, e un gruppo di ciclisti che stanno girando l’Europa in difesa della Mobilità sostenibile. «A Venezia niente auto né grandi navi», dicono, «andiamoci in bici». (a.v.)

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