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VENEZIA. «Se c’è la volontà di passare dalle parole ai fatti, servono nuove regole». Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto, resta in attesa. «Siamo la seconda regione più cementificata d’Italia, ma avanti di questo passo potremmo strappare il primato a chi ci precede» commenta. Zanon ribadisce l’amarezza nei confronti di una situazione denunciata da tempo e confermata dai dati recentemente diffusi da Legambiente: il 30% del suolo veneto è cementificato, se non ci fossero le Dolomiti ad abbassare la media.

«Un eccesso lungo vent’anni, scatenato da politiche del territorio che hanno privilegiato interessi diversi da quelli sociali, paesaggistici, antropologici» prosegue Zanon. «Le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Zaia, sulle quali siamo già intervenuti, ci confortano: ora tutti dicono che bisogna porre un freno a questo andazzo. Resta il fatto che, siccome si fa prima a distruggere che a costruire, la necessaria discesa dal podio sarà lunga: nel frattempo le periferie si sono riempite di capannoni e lottizzazioni di case invendute, mentre i centri storici si sono svuotati di attività e negozi, insomma di vita vera». Da tempo il presidente di Confcommercio Veneto condivide col collega Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto, la battaglia contro la cementificazione. «Per la prima volta si parla di salvaguardia del territorio» ricorda Zanon «i sessanta consiglieri del Veneto, e non solo il presidente, se avranno il coraggio di salvare la loro regione dalla totale deregulation potranno essere ricordati per aver dimostrato che si può avere ancora ottimismo per il futuro».

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