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Gazzettino – La protesta ferma le grandi navi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

set

2012

PROTESTA IN LAGUNA

VENEZIA – Tra i cinquecento manifestanti anche le associazioni contrarie a Tav e Nuova Romea

Slogan e fischi in Bacino di San Marco, corteo di un centinaio di barche: partenze ritardate

In 500 contro i palazzi galleggianti

Successo per la manifestazione: «È una vittoria di Davide contro Golia. Ora i politici riflettano»

L’ESPOSTO  «Mezzi usati contro di noi a scopo intimidatorio»

IL RITARDO – Msc parte due ore dopo «Causa un guasto tecnico»

«Siamo riusciti a fermare la partenza delle grandi navi per quasi tre ore. Senza fare alcunché, se non manifestare pacificamente dalle rive e a bordo di piccole imbarcazioni. È una vittoria di Davide contro questi Golia che stanno distruggendo la città». Esultano gli organizzatori della manifestazione di protesta svoltasi ieri in punta Dogana e bacino San Marco. In realtà, le autorità hanno spiegato in serata che il ritardo ha riguardato solo le due Msc a causa di un problema tecnico, mentre la Costa Favolosa è partita secondo programma.
Comunque, grande successo di organizzazione per le 300 persone che affollavano le rive, le altre 200 giunte in bicicletta e il centinaio di piccole barche a remi e a motore nello spazio acqueo antistante. Delimitato da una cintura di sicurezza di 7 mezzi delle forze dell’ordine e dal lancione della Capitaneria di Porto, cui nel tardo pomeriggio si è aggiunto un elicottero della Polizia di Stato.
Presenti con bandiere e striscioni anche i comitati No Tav, No Dal Molin, No rischio chimico Marghera e il Comitato Opzione Zero contro la Romea commerciale. «Un segnale importante, in una giornata che ha superato ogni nostra più rosea aspettativa – ha commentato Silvio Testa, portavoce di No grandi navi – Sono sempre di più le persone contrarie e questo dovrebbe essere motivo di riflessione per i politici regionali».
Per far passare le ore in punta Dogana, dal momento che le tre grandi navi in partenza non si facevano vedere, panini, bibite e vin brulè, un gazebo con impianto stereo e un banchetto per le firme (escluse quelle raccolte ieri, a quota 12mila). Poi intorno alle 19, con un notevole ritardo, il passaggio di Costa Favolosa, accompagnato da slogan, fischi, striscioni e qualche fumogeno. E con i più assidui che hanno prolungato la manifestazione fino al passaggio delle navi successive.
Polemico con Questura, forze dell’ordine e Capitaneria, il consigliere comunale Beppe Caccia. Che ha annunciato un interrogazione al sindaco e un esposto, «per il dispiegamento d’imbarcazioni e l’impiego di un elicottero a scopo palesemente intimidatorio, speronando sandoli e mascarete e volando a pochi metri dalle teste delle persone».

Vettor Maria Corsetti

 

DA PORTOGRUARO E MIRA CONTRO LE GRANDI OPERE

Tav, Romea, rifiuti: riunito il fronte del no

Sono partiti dalla Riviera, dal Miranese, dal Veneto Orientale. Per dire all’unisono «no» alla Romea Commerciale, alla linea ad alta velocità/capacità tra Venezia e Trieste, e al progetto di Alles di trattare rifiuti pericolosi a Marghera. I comitati del «no» del veneziano si sono uniti in un fronte comune. Ieri è stata la loro prima manifestazione unitaria. Si sono incontrati in centinaia alla stazione di Mestre, città crocevia di tutto il veneziano. Poi hanno inforcato le loro biciclette e si sono diretti a Venezia per partecipare alla manifestazione contro le «grandi navi». Pochi i disagi, ma rallentamenti del traffico diretto a Venezia, con gli automobilisti che si son dovuti adeguare al ritmo della carovana ciclistica. «Questo è l’inizio di un fronte comune che va oltre il solo territorio veneziano» spiega Mattia Donadel, rappresentante di Opzione Zero, movimento nato dopo l’esperienza di Cat, il comitato ambiente territorio nato in Riviera per contrastare Veneto City, Romea Commerciale e altri progetti. Alla stazione di Mestre, sono stati i comitati «No-Tav» i protagonisti della protesta. Una cinquantina di attivisti sono arrivati dal Veneto Orientale per protestare contro ogni ipotesi di tracciato tra Venezia e Portogruaro. E lo hanno detto anche con uno striscione, con la scritta «No Tav – Sì mobilità sostenibile». «Siamo contrari ad ogni progetto – conferma Mauro Gobbato dei No-Tav di Portogruaro – perché non porta progresso, ma solo sperpero di denaro pubblico. Prima della Tav si dovrebbe portare a termine la metropolitana di superficie». I manifestanti hanno preso posizione anche contro il progetto Alles, rinnovando il murale «Meno inquinamento, più bonifiche» scritto nei pressi del Vega. «Non c’è futuro se non mettiamo insieme le nostre battaglie – spiega Vittoria Scarpa, attivista – e questa manifestazione è nata dai contatti che ci sono sempre stati con tutti i comitati del Veneto». (m.dor.)

 

In bicicletta lungo le Zattere

La marcia ambientalista su due ruote si è unita al corteo in attesa a Punta della Dogana

(V.M.C.) Sono arrivati a San Basilio con tre quarti d’ora di ritardo: in bicicletta, in tandem e qualcuno persino su mezzi a una sola ruota. Per «chiedere l’estromissione delle grandi navi dalla laguna, e manifestare contro la devastazione del territorio». Il pomeriggio di protesta di No grandi navi è iniziato intorno alle 14.45, con la conclusione a Venezia della biciclettata ambientalista iniziata a Mira, cui ha partecipato anche il gruppo Ecotopia Bike Tour, partito da Barcellona.
E superato il ponte di legno di San Basilio, il fuori programma di una pedalata collettiva lungo le Zattere, con trombette e bandiere. Tra la curiosità dei turisti e dei frequentatori di bar e ristoranti, sorpresi e divertiti da uno spettacolo per Venezia decisamente fuori dal comune. Pedalata aggiuntiva decisa solo al momento. E tollerata dalle forze dell’ordine, dal momento che gli accordi presi dagli organizzatori prevedevano il raggiungimento di punta Dogana a piedi, con le biciclette portate a mano.

 

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