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Centinaia di persone a Punta Dogana e sui barchini hanno contestato i passaggi dei “bisonti”. La Questura li controlla con l’elicottero e le moto d’acqua, momenti di tensione fino a sera.

Un carosello di spruzzi, fumogeni, virate, moto d’acqua, topette all’attacco e poi messe in fuga dalle sciabolate d’aria di un elicottero della polizia. Una quasi battaglia navale in bacino San Marco dove, ieri pomeriggio, le barche del comitato No Grandi Navi hanno tenuto in scacco tre città galleggianti costringendole a rinviare di quasi tre ore la partenza da San Basilio. Davide contro Golia, un centinaio di gusci di legno e resina contro i grattacieli di Costa e MSC Crociere, i megafoni e i cartelli contro le navi più alte del campanile di San Marco.

A fine giornata, chi bagnato fradicio e chi furibondo, il Comitato non si può lamentare. «Ci sono stati momenti di tensione ma per fortuna non è successo niente di grave – spiega il portavoce del Comitato, Silvio Testa – Abbiamo ottenuto un grandissimo successo perché queste immagini faranno il giro del mondo e tutto il mondo saprà il danno che ogni giorno subisce la città».

Le immagini che stanno già facendo il giro del mondo sono quelle di un piccolo esercito arrivato nel primo pomeriggio a Punta della Dogana con ogni mezzo. Chi in bicicletta da Mira, chi in monopattino, chi in barca a remi, a vela o a motore. In trecento lungo le rive, un centinaio le imbarcazioni nel Canale della Giudecca dentro lo spazio delimitato dal nastro bianco e rosso della polizia che controlla chi è al timone e chi sta a bordo.

Le forze dell’ordine non vogliono guai. Il Comitato No Grandi Navi vuole invece la massima visibilità possibile e la cerca in una domenica pomeriggio che prevede il passaggio di Costa Favolosa, Msc Opera e Msc Musica nell’arco di un paio d’ore. Inizia quasi come una scampagnata, con le magliette del Comitato infilate sui vestiti, la musica di Jovanotti, i cani, i palloncini. Arrivano i No Tav di Portogruaro, i No Dal Molin di Vicenza, quelli contro il rischio chimico di Marghera. Tanti No messi insieme che aspettano al varco navi le cui scialuppe sono dieci volte più grandi della barca più grande.

La Costa Favolosa, che avrebbe dovuto passare in bacino San Marco alle 16.30, per prudenza resta agli ormeggi in Marittima. I crocieristi si consolano con un drink e il Comitato festeggia un risultato che sembrava insperato. Nell’euforia le prima barche iniziano a superare il nastro di delimitazione e la polizia stringe. La Questura manda una mezza dozzina di moto d’acqua che cerca di riportare le barche al loro posto lungo la riva ma la situazione è ingovernabile.

Non appena, poco prima delle 19, si staglia la sagoma della Favolosa le barche del Comitato la circondano e partono i primi fumogeni. Da lassù, sull’ottavo ponte della Costa, il razzo dev’essere sembrato poco più di un moscerino ma quaranta metri più in basso, sul pelo dell’acqua, c’è chi se la vede brutta.

Per disperdere la flotta arriva un elicottero della Polizia che scende a pochi metri d’altezza. Le pale appiattiscono la superficie del bacino, l’aria alza getti d’acqua che inondano le barche, volano insulti, qualcuno scappa, qualcuno insegue, i più coraggiosi restano per tentare il bis con l’arrivo della Msc Opera e magari poi con la Msc Musica. L’elicottero scende nuovamente e anche i più oltranzisti capiscono che tanto ormai è fatta. I 6 mila crocieristi torneranno a casa almeno con il dubbio. Il consigliere Beppe Caccia intanto annuncia un esposto alla Procura contro l’intervento dell’elicottero: «Una scelta criminale che ha messo a rischio l’incolumità di decine di persone oltre a quella dei monumenti della città».

Manuela Pivato

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L’urlo dei manifestanti «Reazione esagerata da parte della polizia»

I partecipanti al corteo “lavati” dai mezzi della sicurezza È polemica: «Intervento ridicolo». «Dove sono i veneziani?»

Una domenica da leone per il comitato «No Grandi Navi» anche se il ruggito è stato soffocato da un amaro finale a sorpresa. Il sorriso delle persone che dalle 15 manifestavano pacificamente si è infatti improvvisamente trasformato in un urlo di rabbia. Il corteo di una cinquantina di barche che si è spinto a ridosso delle navi crociera per gridare lo slogan «Via le navi dalla laguna» è stato coperto dall’assordante rumore delle eliche di un elicottero della polizia che si è avvicinato così tanto alla superficie del bacino da provocare un immediato innalzamento di acqua.

Non solo le persone a bordo si sono completamente lavate, ma in molti hanno corso il rischio di precipitare in acqua date le alte onde provocate in pochi secondi: «Ma di cosa avevano paura?» racconta Marco, fradicio dalla testa ai piedi «Credevano che ci avvicinassimo alle navi e ci arrampicassimo sopra? È ingiustificata la reazione della polizia. Noi eravamo nella barca con l’impianto stereo ma alla fine abbiamo dovuto scendere perché l’elicottero era troppo basso e i motoscafi idrogetto della polizia ci stavano lavando».

«Io ero in una barca piccola» racconta Cristina, sempre del Coordinamento Studenti Medi, arrivati da Mira in bicicletta questa mattina «e le moto d’acqua si avvicinavano tantissimo per lavarci completamente». Il manifesto «Venezia è cultura. Voi business e spazzatura» è rimasto innalzato in Punta della Dogana tutto il giorno, sorretto dalle persone che manifestavano a terra. Quando è giunta voce che le navi crociera sarebbero passate tutti si sono radunati sulle fondamenta rivolte al Canale della Giudecca, alzando ognuno i manifesti «Vogliamo respirare dormire guardare la tv» e «Go Home», pollici alzati e puntati verso il basso. L’arrivo dell’elicottero ha destato lo sdegno di tutti.

Dalle urla pacifiche «Via le navi dalla laguna» il timbro di voce è improvvisamente cambiato e i pollici abbassati si sono aperti, mostrando il gesto di andare a quel paese. All’inizio, l’arrivo di sette moto d’acqua che sfrecciavano avanti e indietro vicino alle grandi navi e quindi al corteo sembra una presa in giro e la gente commentava con aria un po’ seccata: «Ecco i James Bond della laguna». Poi, quando l’elicottero ha iniziato a sorvolare la zona scendendo a pochi metri dall’acqua e avvicinandosi al pubblico, nessuno è riuscito a trattenersi e tutti hanno iniziato a gridare: «Vergognatevi» e a scattare foto o riprese con il cellulare.

«La manifestazione è riuscita» affermano Davide Livieri, veneziano e Aurora Tron di Mira«si è espresso il dissenso della città ed è stato bello che fossero uniti i manifestanti di acqua e di terra, ma l’intervento della polizia è stato ridicolo. Tutti i soldi che avranno speso per il carburante potevano usarlo per altro, come cercare di fermare i delinquenti». Chi era in barca se lo ricorderà, anche se tutti ribadiscono che se ci saranno altre manifestazioni torneranno all’attacco: «Il fatto che le navi siano partite in ritardo è stato un successo» afferma Lorenzo «ma l’intervento della polizia è stato davvero sproporzionato e questo dimostra che anche loro sono dalla parte di chi con le navi vuole farci i soldi».

«Noi siamo qui per dire anche ai passeggeri di ribellarsi» afferma Eufrosina «perché il Comune e le compagnie ci fanno i soldi e posso capire che vogliano continuare, ma i passeggeri sono lassù per stupidità e non capiscono che non si possono invadere alcuni luoghi». «Ma dove sono i veneziani?» afferma in tono provocatorio Marco Pitteri «Se siamo solo noi che non vogliamo le grandi navi è preoccupante, inizio a credere che forse non interessa a nessuno la questione». Insomma, molti soddisfatti, alcuni delusi, ma tutti concordi nel dire che ci saranno ancora a dire «No Grandi Navi».

Vera Mantengoli

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Grandi navi, decine di denunce tra i manifestanti

Polemica il giorno dopo la manifestazione di domenica in bacino San Marco: quattro poliziotti feriti e due volanti speronate, ma per i Comitati è stata messa a rischio l’incolumità delle persone.

VENEZIA. Denunce e controdenunce. La manifestazione organizzata dal Comitato No Grandi Navi in bacino San Marco avrà una coda velenosa e toccherà alla Procura sbrogliare la matassa: il capo della Digos Ezio Gaetano ha preannunciato una quarantina di segnalazioni per interruzione di pubblico servizio, lesioni (quattro poliziotti sarebbero rimasti feriti con una prognosi di una decina di giorni ognuno), tentato naufragio e pericolo per la navigazione. Dall’altra parte il consigliere comunale Beppe Caccia ha annunciato che, oltre ad un’interrogazione urgente, presenterà un esposto «per le scelte estremamente pericolose compiute da Capitaneria di Porto, Autorità portuale e dalla Questura». E ci sono riprese tv, fotografie e testimonianze sulle spericolate manovre sia delle imbarcazioni della Polizia sia dell’elicottero.

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