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In duecento, tutti in bicicletta, da Mestre ma anche da Mira, da dove è partita ieri matti la tappa rivierasca della biciclettata dell’Ecotopia Bike tour, iniziativa europea partita da Barcellona a luglio e che giungerà a Venezia toccando i punti di tante battaglie ambientali. Ieri il no alle grandi navi in laguna si è legato alla contestazione alla Tav e al progetto dell’Alles a Marghera, con l’invito pressante alla giunta regionale a non ratificare il parere positivo della commissione Via. I temi dell’ambiente sono stati i protagonisti della “critical mass”, la protesta messa in atto da duecento giovani, con in prima fila quelli del centro sociale Rivolta di Marghera, che hanno raggiunto in bicicletta alle 13 l’atrio e il primo binario della stazione ferroviaria di Mestre. Era questa la prima tappa della loro giornata di protesta: armati di megafoni, striscioni e cartelli, hanno invaso la stazione, pacificamente, per dire no al progetto della Tav e chiedere una vera mobilità sostenibile. Seconda tappa del corteo di biciclette è stato invece il muro del Vega (Parco scientifico e tecnologico) in via della Libertà, dove è stata rifatta la scritta dall’assemblea permanente contro il rischio chimico per dire no ad un futuro di Porto Marghera come “pattumiera del Veneto”.

Il riferimento è ovviamente al contestato progetto Alles. «Tra questi progetti e le bonifiche che non partono», hanno denunciato i manifestanti, «si rischia di rimanere per sempre tra i territori più inquinati d’Italia». Poi i manifestanti hanno imboccato il ponte della Libertà, per raggiungere punta della Dogana e partecipare alla mobilitazione contro il passaggio delle grandi navi.(m.ch.)

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