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Gazzettino – Autostrade Nordest, prove d’intesa

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

21

set

2012

MESTRE – Un super polo autostradale del Nordest. Dell’idea nei circoli finanziari e nelle società attive nel settore si parla da tempo. Ieri il Sole 24 ore l’ha circoscritta a tre soggetti: Serravalle, Serenissima e Autovie Venete, un progetto da tre miliardi, per poi allungarsi anche all’Autobrennero (concessione in scadenza nel 2014) e alla Pedemontana Veneta. Il progetto sarebbe allo studio di fondi come F2i ed Equinox, gruppi industriali come Gavio e Vinci, e sarebbe anche all’attenzione di Banca Intesa, azionista di maggioranza della Serenissima.
Dal Friuli Venezia Giulia, azionista di controllo di questa autostrada, arriva già il primo stop: «Noi andiamo avanti con i lavori, faremo la terza corsia e non venderemo Autovie Venete». Stop anche dall’eurodeputato del Pd Debora Serracchiani: «Le regole europee impongono chiaramente gare aperte a tutti gli operatori europei, pubblici e privati, come già deciso per l’Autobrennero». Autovie Venete nel frattempo ha ottenuto dal governo al garanzia per i lavori della terza corsia e chiude il bilancio 2011-2012 con un utile netto di 22,4 milioni (+ 37,4%). «I dati – evidenzia il presidente, Emilio Terpin – sono ancor più positivi se si considera la difficilissima congiuntura economica attuale».
Però, nonostante lo stop friulano, qualcosa si muove. La Giunta del Comune di Milano ha deciso ieri la cessione delle quote di Milano-Serravalle e la quotazione in Borsa di Sea. L’operazione su Milano-Serravalle riguarderà il 18,6% detenuto dal Comune, che andrà a sommarsi al 52% detenuto da Asam, la società partecipata dalla Provincia di Milano. Attraverso il meccanismo dell’asta al rilancio, l’introito minimo del Comune sarà di 130 milioni di euro. L’esito del bando è atteso entro la fine dell’anno. La stessa delibera della giunta decide di quotare in Borsa Sea. Verrà quotato il 25% del capitale sociale.
«Qualche progetto di aggregazione è sicuramente in cantiere e da tempo – commenta Giovanni Miozzi,presidente della Provincia di Verona, azionista della Serenissima al 4,9% -. Ora il cda ci ha proposto il cambio dello statuto e non escluso che questa mossa possa andare in questa direzione. Tenendo conto anche di un fatto: nel 2014 se non viene approvato il progetto Valdastico Nord anche la concessione di gestione della Brescia – Padova dovrà andare a gara». I soci pubblici della Serenissima, che in totale controllano meno del 30% del capitale, non avrebbero di certo le risorse per partecipare.
Mesi fa era arrivato un altro stop pubblico, quello di Bolzano: «Non siamo d’accordo nel modo più assoluto a una fusione di Serenissima con l’A22. Per noi vale lo scenario dei corridoi verdi dove l’A22 si integra con il tunnel del Brennero secondo una visione di infrastrutture integrate e sostenibili, sostenute dall’intermodalità» ha detto Alberto Pacher, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore provinciale ai Trasporti. Uno stop, in buona sostanza, alla proposta rilanciata dagli enti pubblici veneti azionisti di Serenissima e dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, in particolare.
R.N.E.

 

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