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Gazzettino – Parte la rivoluzione della chimica pulita

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

set

2012

PORTO MARGHERA – Lo stabilimento lavorerà oli vegetali, garantita la maggior parte dei posti di lavoro

Eni investe cento milioni, nel 2014 la raffineria produrrà bio carburanti di nuova generazione

LO SCENARIO – LA CITTÀ – L’ECONOMIA

WATER FRONT   «Avrei preferito recuperare la zona»

L’ACCORDO – Intesa fra azienda e sindacati per produrre carburanti vegetali

I TEMPI – Nuove produzioni dal 2014. Impianto a regime nel 2015

Bettin: «E’ un cambio epocale, il futuro è nella chimica “verde”»

«Per Porto Marghera è un cambio epocale. Dalla chimica sporca a quella greeen, quella del futuro, fatta di bio carburanti. E’ il segno che c’è un futuro possibile e dunque il polo industriale non muore, si trasforma.» Così l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin che sta seguendo questa vicenda della trasformazione della vecchia raffineria fin dall’inizio. I colloqui con l’Eni sono iniziati mesi fa – spiega Bettin – adesso si è arrivati alla firma. E Bettin non può che essere contento perchè questa è esattamente la trasformazione che ha sempre voluto del polo chimico. «Il futuro, lo si sa da un bel po’, è nella chimica verde e quindi questo va considerato un primo importante passo nel futuro da parte di un polo chimico dove rischiava di rimanere solo la parte più sporca e meno pregiata della chimica. E’ la prima volta che a Marghera si mette in piedi un progetto di questo genere e di queste dimensioni e credo diventerà una delle raffinerie verdi più importanti d’Europa. Certo, avrei preferito che fosse spostata dall’attuale sede magari al Petrolchimico, per liberare il water front e spostare in quella zona la Marittima, per capirci, con le grandi navi. La raffineria si trova in un posto strategico da questo punto di vista. Ma Eni ha spiegato che costruire una raffineria verde in un posto diverso, anche lontano solo mezzo chilometro, sarebbe costato cinque volte tanto e non dunque “solo” 100 milioni di euro. Perchè qui riutilizzano gli impianti ed hanno già tutta la logistica. Dunque, vorrà dire che al water front della città penseremo in altro modo. Oggi non posso che ribadire che è un gran giorno per Porto Marghera, finalmente si vede un futuro bello e verde all’orizzonte.»

 

ITER – Per la riconversione dell’impianto Governo e denti locali dovranno procedere al rilascio delle autorizzazioni

Eni, dal petrolio alla bio raffineria

La multinazionale pronta a investire cento milioni per la riconversione dell’impianto di Marghera

Finora “chimica pulita” era solo uno slogan, un sogno per i trentamila abitanti di Marghera che convivono da quando sono nati con il rischio industriale. Ora un progetto c’è: l’hanno firmato ieri i rappresentanti dell’Eni e dei sindacati impegnati nella riconversione della raffineria di Marghera. L’impianto che, dai tempi della guerra, garantisce all’intero Nordest (e all’Austria) il fabbisogno di carburante, cambia volto: dal gennaio 2014 non produrrà più benzina e cherosene ma bio-carburanti innovativi grazie alla lavorazione di oli vegetali da miscelare – in percentuali sempre superiori grazie all’evoluzione della tecnologia – ai derivati del petrolio. L’accordo firmato a Marghera per la “Green Refinery” – illustrato in mattinata alle istituzioni locali con un incontro in Prefettura – prevede la conversione degli impianti esistenti – un caso che non ha precedenti al mondo – a partire dal secondo trimestre del prossimo anno, con un investimento previsto di circa cento milioni di euro. Entro la fine del 2013, con la fermata dell’impianto, la raffineria cambierà volto e dall’inizio dell’anno successivo comincerà a produrre bio-carburanti con l’utilizzo dell’impianto Hydroskimming per la produzione di idrogeno. Nel luglio 2015 è prevista l’entrata in funzione dei nuovi impianti di pre-trattamento delle cariche e di produzione di idrogeno, che aumenteranno la capacità produttiva.
Nella trasformazione della centrale l’occupazione avrà livelli minimi garantiti: nella prima fase il personale non sarà inferiore a 215 unità (gli addetti attuali sono 353) mentre a regime gli addetti saranno almeno 180. Per gli altri sono previste procedure “morbide” come il trasferimenti ad altri siti, la mobilità territoriale o la mobilità lunga. Uno scenario comunque concreto rispetto alle incerte prospettive che avevano accompagnato la riapertura della raffineria dopo i cinque mesi di fermata all’inizio dell’anno. All’attività della raffineria “verde” sarà inoltre associata la realizzazione di un nuovo polo logistico per la movimentazione dei prodotti, che dovrebbe assicurare altri posti di lavoro.
L’avvio del progetto è subordinato al rilascio delle autorizzazioni da parte degli enti locali e del Governo. A questo fine azienda e sindacati hanno deciso di creare una commissione paritetica che avrà il compito di vigilare sui tempi di evasione delle singole pratiche.

 

I COMMENTI

Chisso: «Per Marghera finalmente un po’ di luce»

Soddisfatti i sindacati: «Ma ora dovremo tutti vigilare sul rilascio delle autorizzazioni da Governo ed enti locali»

IMPEGNO – L’assessore regionale Renato Chisso ringrazia il presidente di Eni Paolo Scaroni per il progetto che trasformerà la raffineria

«Dopo anni di continue dismissioni arriva un progetto industriale innovativo, rispettoso del territorio, ad alto profilo tecnologico e che permette di avviare finalmente il processo di riconversione industriale di Porto Marghera». Così Massimo Meneghetti, segretario generale dei chimici della Cisl, commenta l’intesa siglata ieri con l’azienda e le rappresentanze sindacali della raffineria di Marghera. «Si tratta di un importante punto di partenza: da una parte Eni dovrà rispettare gli impegni oggi assunti dandone piena attuazione, dall’altra ci aspettiamo risposte concrete da parte delle istituzioni locali e dal Governo sulla concessione rapida delle autorizzazioni necessarie».
Queste, ora, chiamano in causa gli amministratori locali e il Governo, cui compete la valutazione d’impatto ambientale del progetto: «Il progetto è positivo – commenta l’assessore regionale alla Legge speciale Renato Chisso – lo dovremo analizzare a fondo ma se le cose stanno così dobbiamo ringraziare il presidente dell’Eni Scaroni. Rispetto a qualche tempo fa, per Porto Marghera c’è finalmente un po’ di luce». Analogo il commento dell’assessore provinciale al Lavoro Paolino D’Anna: «Finalmente a Porto Marghera prende corpo la riconversione – dice – ora mi auguro che a livello politico oltre a parlare seguano i fatti. È importante l’aspetto occupazionale, ma con il progetto di Eni può rimettersi in moto tutta la filiera. A Marghera tutto è collegato, e spero che ora si risolva anche la vertenza Vinyls con il progetto dell’Oleificio Medio Piave Da parte nostra dovremo assicurare creatitivà e disponibilità». (a.fra.)

 

I PRODOTTI

Tecnologie brevettate Eni

VERDE – La raffineria di Marghera è destinata a cambiare volto nel giro di due anni, quando sarà a regime il progetto dei bio-carburanti

Il progetto di Eni si basa su uno studio che prevede la crescita della domanda di bio-carburanti. Con la tecnologia Ecofining, brevettata dal gruppo chimico italiano, si potrà produrre bio-carburanti di elevata qualità in grado di superare i limiti dei prodotti esistenti, ridurre le emissioni di particolato e garantire prestazioni elevate dei motori. Il sistema, integrato da un nuovo impianto di pre-trattamento delle cariche e da un impianto di produzione di idrogeno, consentirà di raggiungere una capacità produttiva di 500mila tonnellate l’anno.

 

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