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Il ministro accoglie positivamente la proposta del Comitato per limitare l’inquinamento dell’aria. Oggi “Puliamo il mondo”, i sommozzatori di Legambiente puliscono il fondale a Rialto.

“Puliamo il mondo”, cominciando dal Canal Grande. La decima edizione dell’appuntamento di riqualificazione ambientale promosso da Legambiente – in concomitanza con le Giornate Europee del Patrimonio – per educare ad una corretta gestione dei rifiuti in vista di un futuro più sostenibile avrà oggi al centro in laguna, dalle 9 alle 13, un intervento di pulizia del fondale di un tratto del Canale Grande vicino al ponte di Rialto, nello lo spazio acqueo che va da campo Erbaria al traghetto di Santa Sofia, da parte dei volontari sommozzatori di Legambiente. Per consentire le operazioni di pulizia, l’approdo Actv di Rialto mercato sarà sospeso dalle ore 9 alle 12. Sarà inoltre effettuata una pulizia di superficie alla quale tutti potranno partecipare.

Chissà quali sorprese riserverà la “pesca” in quel tratto di Canal Grande da anni non sottoposto ad alcun tipo di intervento. L’evento sarà trasmesso in diretta su Raitre dalla trasmissione Ambiente Italia ed era prevista anche la presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che però ha dato forfait all’ultimo momento. Proprio l’annunciata presenza di Clini ha spinto il Comitato No Grandi Navi – con il suo portavoce Silvio Testa – a indirizzargli ieri una lettera aperta in cui lo invita a considerare provvedimenti immediati che riguardano il passaggio delle navi da crociera in Bacino di San Marco, senza attendere gli eventuali progetti di scavo di canali alternativi.

«I primi provvedimenti che Lei potrebbe prendere domani mattina, signor ministro – scrive il Comitato – riguardano in particolare il gravissimo inquinamento prodotto dalle navi da crociera, quello dell’aria e quello elettromagnetico. Le chiamano “navi bianche”, ed è un paradosso, perché usano carburanti sporchissimi ed emettono fumi neri carichi di anidride solforosa, biossido d’azoto, idrocarburi policliclici aromatici, polveri sottili. Il contenuto di zolfo nel “fuel oil” di queste navi arriva al 3,5 per cento, mentre quello del diesel delle auto è dello 0,001 per cento: 3500 volte più pulito! Perché, signor ministro, non adotta da subito un provvedimento che imponga alle navi da crociera di utilizzare in prossimità delle coste di tutta Italia e all’interno della laguna di Venezia carburanti con tenore di zolfo dello 0,1 per cento, come già avviene all’ormeggio? Poi, signor ministro, ci preoccupiamo tanto dell’uso dei telefonini, l’erezione di ogni antenna per i cellulari si trasforma in una battaglia tra gestori e cittadini, e intanto lasciamo che queste navi usino nell’attraversamento della laguna e in pieno Bacino di San Marco fino a tre radar contemporaneamente, anche in giornate limpidissime e di perfetta visibilità? Perché, signor ministro, non adotta un provvedimento immediato a tutela della popolazione vietando laddove non necessario l’uso dei radar all’interno della laguna e, nel resto d’Italia, nelle aree portuali attorno alle quali vi sia popolazione»?

Nessuna replica diretta di Clini ma dal ministero dell’Ambiente si fa osservare che provvedimenti di buon senso, come quello della riduzione dello zolfo dei carburanti delle navi crociera potrebbere essere adottati anche direttamente dall’Autorità Portuale. Possibilista persino la Venezia Terminal Passeggeri, normale in forte contrasto con il Comitato No Grandi Navi, come conferma l’amministratore delegato della società Roberto Perocchio: «Per la riduzione dell’inquinamento, come ha testioniato anche l’Arpav, si è già fatto molto, ma ci stiamo muovendo con le compagnie di crociera già nella direzione di portare allo 0,1 per cento di zolfo la percentuale dei carburanti delle navi che passano in laguna, lo riteniamo un obiettivo possibile. Per ciò che riguarda l’uso dei radar, è in applicazione del regolamento della navigazione, basterebbe modificarlo, se lo si ritiene utile e necessario. Resta il fatto che Venezia è anche una città portuale e che da questa condizione ricava benefici ma anche qualche inevitabile disagio e una percentuale di inaquinamento comunque contenuta».

Enrico Tantucci

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