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Nuova Venezia – Telethon “lascia” il Veneto per la Cina

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

set

2012

La denuncia di un artigiano padovano: «Compravano gadget da noi, hanno optato per l’Oriente»

VENEZIA – Telethon dà il benservito alle aziende italiane e va a rifornirsi di gadget in Cina: un piccolo artigiano padovano da sette anni produceva le pettorine con il logo della Onlus di “30 ore per la vita”, ma quest’anno alla sua offerta è stata preferita quella dei concorrenti asiatici. «Nemmeno la ricerca e la solidarietà sembrano avere più bisogno dei prodotti italiani» denuncia amareggiato Cristian Fortin, titolare della Nova Shopper di Pernumia, specializzata in produzioni 100% made in Italy di borse e articoli in stoffa pubblicitari. «Da alcuni anni» racconta Fortin, «la Telethon Onlus, attraverso una sua agenzia romana di marketing, ci ordinava un quantitativo di pettorali in TNT con il proprio logo da utilizzare nel corso delle varie manifestazioni. Quest’anno la nostra offerta riguardava 6.800 pettorali, per un totale di circa 6mila euro». Ad inizio agosto la brutta sorpresa: «Ho chiamato l’agenzia per avere notizie sull’ordine e sono stato informato che Telethon ha optato per un prodotto cinese» sottolinea Fortin, «già non comprendo la logica della delocalizzazione che impoverisce il territorio e tanti onesti lavoratori italiani per arricchire pochi imprenditori senza scrupoli, ma che questa pratica venga adottata da un’organizzazione benefica che, giustamente, si preoccupava di avere da noi fornitori tutte le certificazioni del caso, non lo accetto». Troppe contraddizioni per il giovane imprenditore. «Telethon, che chiede a noi italiani un’offerta per aiutare la ricerca, non può permettersi di utilizzare materiale cinese che rischia di essere stato prodotto a dispetto delle più elementari regole sul lavoro e sull’ambiente. In un periodo di profonda crisi” conclude il titolare della Nova Shopper, «è desolante che una onlus non ordini prodotti da imprese locali. Il mio è un caso ma è sintomo di come in questo paese viene considerato il lavoro. L’artigianato deve essere più tutelato, non c’è solo la Fiat». «Il manifatturiero è il nostro petrolio» osserva il presidente di Confartigianato Veneto Giuseppe Sbalchiero, «l’Italia non fa abbastanza per proteggere le proprie lavorazioni, è una lacuna da colmare al più presto».

Elena Livieri

 

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