Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Approvato il progetto, in via Sile sorgerà un complesso da 720 mila metri cubi. L’opposizione: «Decisione scellerata»

CASTELFRANCO – Maxi cartiera, il Comune dice sì tra le polemiche. Consiglio comunale infuocato venerdì sera per la discussione di due ordini del giorno riguardanti il progetto per la cartiera nell’area compresa tra via Sile e via Lovare. Entrambi i punti sono passati con voto favorevole della Lega Nord, del Pdl e del consigliere indipendente Ivano Battocchio. Contrario il voto del Pd e della lista Sartor.

Si è approvato innanzi tutto il cambio di destinazione d’uso dell’area interessata. Prima era prevista ad uso residenziale, direzionale, turistico e in parte produttivo. Con la modifica è diventata completamente industriale. Conseguentemente è aumentata la cubatura edificabile. Si passa da 120 mila metri cubi a 720 mila. Il secondo provvedimento invece consiste nell’inserimento dell’area tra quelle presenti nel piano vendite del Comune. Prezzo di base d’asta 5,3 milioni di euro, con la clausola di pagamento di 4 milioni entro il 30 novembre, mentre il resto quando le varianti urbanistiche saranno entrate in vigore.

La vendita permetterà al Comune di introitare i 3,5 milioni di euro necessari per rimanere dentro il patto di stabilità. Ma a che prezzo? Per Sebastiano Sartoretto, capogruppo del gruppo lista Sartor-Pd, si tratta di un vero scandalo.

«In previsione di dare il terreno a quest’azienda» ha detto Sartoretto «da 120mila metri cubi se ne sviluppano 720mila e la giustificazione è che servono tre milioni e mezzo per il patto di stabilità. È l’atto più grave che sia stato compiuto dal Comune di Castelfranco negli ultimi trent’anni. Incassate 4 milioni a fine novembre, il resto, dite all’azienda, ce lo dai quando è a posto la pratica. Ma la procedura urbanistica dipende da Regione e Provincia e da altri enti ancora che devono ancora esprimere dei pareri». Per il Pd inoltre manca la Vas (verifica ambientale strategica) e mancano anche assicurazioni che i 200 posti di lavoro previsti siano effettivamente reali.

Il sindaco Luciano Dussin difende l’operazione. «L’amministrazione ha necessità di introitare risorse per non chiudere i servizi ed è interessata a nuovi insediamenti produttivi con benefici anche per lo scalo merci che a sua volta creerà posti di lavoro. La lavorazione ipotizzata riguarderebbe solo la carta, non la produzione. Quindi niente consumi d’acqua e nessun inquinamento ambientale ed acustico».

Daniele Quarello

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui