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Siccità e grandine: le cantine sociali di Riviera e Miranese calcolano le perdite. Livieri (Coldiretti) preoccupato: «Danni per centinaia di migliaia di euro»

DOLO. La vendemmia 2012 in Riviera e Miranese? Un calo di produzioni oltre il 30% con punte del 40% . I vini a causa della siccità e del gran caldo aumentano di qualità ma le quattro cantine della zona non riusciranno a compensare la diminuzione del fatturato che sarà intorno al 10% – 15% in un comparto in cui primeggiano i Doc della Riviera.

A fare il punto della situazione sono il presidente delle cantine “Riviera del Brenta (Dolo)” Pier Antonio Angeli e il segretario della Coldiretti del Miranese Fabio Livieri.

«Quest’anno la produzione di vino» spiega Angeli «stimata delle quattro cantine di Dolo, Premaore di Camponogara, Noale e Campodarsego è stimata intorno ai sessanta mila ettolitri. Si calcola una perdita di produzione rispetto all’anno precedente del 30%».

A Noale saranno prodotti 10 mila ettolitri, a Premaore 20 mila, a Dolo (Sambruson) 10 mila e altri 20 mila a Campodarsego. «Fra queste produzioni i vini doc della Riviera e gli Igp si aggirano sui 10 mila ettolitri» spiega Angeli «Si tratta di vini che quest’anno avranno una gradazione elevata che non avrà bisogno di una particolare procedura di innalzamento del grado di alcol, con il trattamento dei mosti, che di solito si fa nelle annate più fresche».

Non si supererà comunque i 12-13 gradi di gradazione. Ma cos’è il doc della Riviera? La denominazione d’origine controllata “Riviera del Brenta” e un marchio di qualità ottenuto dalle produzioni del comprensorio dal 2004. «Si tratta» spiega Angeli «non di vini impegnativi, elaborati ed aristocratici, che la natura dei suoli e il clima non potrebbero dare con costanza, ma un prodotto che soddisfi una larga esigenza di mercato e legati alle tradizioni enogastronomiche del territorio. Il doc della Riviera prodotto nelle quattro cantine consorziate ormai si difende bene ed è conosciuto nel mercato nazionale ed estero».

Vanno bene anche i vini da tavola (il resto della produzione): tocai, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio, merlot, cabernet, cabernet franc, cabernet sauvignon, Igp il raboso e refosco dal peduncolo rosso.

Oltre alle siccità, i problemi causati dalla grandine. «Nelle ultime settimane» spiega Livieri «a Martellago, Noale e Scorzè intense grandinate hanno colpito i vigneti distruggendo parte delle uve che stavano per essere raccolte. A differenza della siccità questo elemento non porta qualità, ma solo distruzione di prodotto. I danni sono calcolati in centinaia di migliaia di euro. Alcune produzioni sono state distrutte oltre il 40%».

Alessandro Abbadir

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