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Gazzettino – Il Veneto vuol sfrattare gli Usa

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

ott

2012

Il consiglio regionale approva, coi voti del Pdl, una mozione in cui chiede: «L’abbandono e la restituzione dei territori occupati da basi americane»

Yankee go home. Americani tornate a casa vostra. Via dal Veneto, via da Vicenza, via da Longare. Non c’è “Pluto” che tenga. Anche perché le servitù militari sono diventate in realtà “schiavitù”.
Incredibile, ma vero: il consiglio regionale del Veneto ha approvato una mozione che dice esattamente queste cose. Il virgolettato:

“Il consiglio regionale del Veneto impegna il presidente e la giunta regionale a fare pressione sui governi italiano e statunitense affinché venga calendarizzato l’abbandono e la restituzione dei territori occupati da basi Usa sul suolo Veneto”.

Queste sono le ultime tre righe della mozione numero 166 intitolata “Base Pluto di Longare: la Giunta faccia rispettare la sovranità regionale”, presentata dal consigliere della Sinistra Pietrangelo Pettenò e approvata l’altra sera, tra lo stupore dello stesso proponente, dall’aula di Palazzo Ferro Fini. 40 presenti, 40 votanti, 21 sì, 12 no, 7 astenuti. Tra i favorevoli, oltre ovviamente a Pettenò, il leghista Giovanni Furlanetto (chissà, dev’essergli piaciuto il riferimento ai “paroni in casa nostra”; tutti gli altri del Carroccio hanno votato contro o si sono astenuti), il capogruppo del Pdl Dario Bond con il vice Piergiorgio Cortelazzo e i colleghi Giancarlo Conta, Carlo Alberto Tesserin, Costantino Toniolo (l’assessore Isi Coppola invece ha votato no). Poi l’Idv compatta (Franchetto, Marotta, Pipitone). Il capogruppo di Verso Nord Diego Bottacin. Bortolussi. Foggiato dell’Unione Nordest. Il Pd con Puppato, Azzalin, Berlato Sella, Fracasso, Pigozzo, Reolon, Ruzzante, Sinigaglia (Bortoli e Fasoli astenuti). Anche l’Udc si è divisa: contrario Valdegamberi, astenuti Grazia e Peraro. Tant’è, la mozione è passata. E adesso?
In teoria adesso il governatore Luca Zaia dovrebbe alzare il telefono, chiamare la Casa Bianca e comunicare al presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, di alzare le tende dal Veneto. Go home. Con tatto, per carità, tanto più dopo il confronto televisivo che ha visto predominare il repubblicano Romney. Ma il succo è questo: il consiglio regionale del Veneto non intende accettare che la base militare statunitense di Longare “site Pluto” venga riattivata per ospitare un centro di addestramento che supporterà la Difesa americana nello studio e nella simulazione delle azioni militari. “Pluto” era una base che doveva servire contro un eventuale attacco nucleare proveniente dai Paesi del Patto di Varsavia: tra i tunnel e i bunker delle colline di Longare almeno fino al 1992 era celato il più importante deposito di armi nucleari americane in territorio italiano. Poi la base venne “sciolta” e bonificata. Finché, lo scorso agosto, si è appreso che il Pentagono vuole riutilizzare “site Pluto” ed è pronto a spenderci sopra almeno 26 milioni di dollari. I sindaci di Longare e Vicenza hanno protestato e, con il presidente della Provincia, hanno scritto al Capo dello Stato. La vicenda è rimbalzata in consiglio regionale: il Pd, primo firmatario Stefano Fracasso, ha presentato una mozione, la numero 169, dai toni pacati ma fermi, per “ripristinare la difesa delle autonomie locali”. Ossia: il Pentagono deve confrontarsi con i sindaci, non può ignorarli e beffarli. Il testo di Fracasso è stato subito condiviso, il primo a dire che era pronto a votarlo è stato Toniolo del Pdl. E la mozione l’altra sera è passata a larghissima maggioranza. Solo che subito dopo – ed era l’ultimo punto all’ordine del giorno – c’era la mozione 166. Di Pettenò. Su Pluto, le “schiavitù” militari, i “territori occupati”. Che la mozione sia stata volutamente condivisa o erroneamente equivocata, chi può dirlo. Tant’è, adesso Zaia dovrebbe sfrattare Obama.

Alda Vanzan

 

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