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Partecipazione è dire poco. Ieri il Comitato No Grandi Navi ha raggiunto nella sala San Leonardo in Strada Nuova la presenza di circa duecento persone che si sono ascoltate a vicenda in un rigoroso silenzio. Trattori, elicotteri, acciaierie ambulanti, mastodonti, giganti.

Nei due video di presentazione del problema, firmati Loredana Spadon e Massimo Mantoan, sono stati questi i termini utilizzati da molti cittadini intervistati per descrivere le grandi navi. In sala invece le grandi navi si sono definite, a detta dei presenti, per quello che sono: un pericolo.

Gli interventi sono stati inaugurati da Silvio Testa che ha ribadito la necessità di far entrare in laguna soltanto quelle navi (non grandi) che non inquinano e sostenibili, ma sono poi proseguiti ponendo un problema centrale: la necessità di avere informazioni precise sul livello di inquinamento fino ad arrivare, come propone Beppe Caccia, a conoscere il piano regolatore del porto. Dati e numeri nero su bianco rappresentano il primo di molti degli aspetti cruciali sollevati in sala, a partire dalla sicurezza. La conoscenza di quanto inquinano e dei danni che possono provocare: come mai il decreto che vieta il passaggio delle grandi navi vicino ai parchi naturali qui non funziona? «Noi abbiamo una centralina e i tecnici che possono leggere i dati ma non abbiamo soldi però insieme si può pensare di fare questo controllo», ha detto Luigi Lazzaro di Legambiente. Una soluzione proposta da molti è spostare le grandi navi a Marghera, ma prevale la scontentezza, tutta rivolta al sindaco. «La soluzione? – dice Andreina Zitelli – cambiare sindaco». (v.m.)

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