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Vendrame, Cgil all’attacco della Provincia: «È lui che ha perso un’occasione» Ma la Cisl lo difende. Cna soddisfatta: «L’area era già ipercementificata»

CASALE SUL SILE. Mentre Ikea fa le valige da Casale, nella Marca è scontro tra Leonardo Muraro e i sindacati. All’indomani dell’annuncio della multinazionale svedese di voler investire in Veneto nel prossimo triennio solo su Verona, il presidente della Provincia aveva bollato la decisione come «un’occasione persa», chiamando in causa categorie economiche e sindacati, protagonisti di durissime prese di posizione contro i nuovi mega progetti che incombono da mesi sulla Marca, ossia Ikea e Barcon.

«Milletrecento posti di lavoro persi, 1.300 trevigiani delusi dalla fallimentare azione amministrativa della Provincia. La posizione di sindacati e categorie economiche su Ikea non andava nel verso dell’allontanamento della società svedese dal territorio provinciale», tuona il neo eletto segretario della Cgil, Giacomo Vendrame, «Muraro ha poco da recriminare: è lui che ha perso l’opportunità di rivestire pienamente il ruolo di amministratore, facendosi portatore degli interessi della collettività e garante delle regole sull’uso responsabile del territorio varate dalla sua giunta». Quindi l’affondo: «Tecnici e politici della Provincia avrebbero potuto progettare e proporre a Ikea un nuovo sito per lo stabilimento. Lavoriamo per aprire lì dove è già costruito piuttosto che cementificare e svendere ulteriore territorio», prosegue Vendrame, «quando un investimento non viene fatto, è sempre una opportunità persa. Ma Ikea era realmente un investimento produttivo? Avrebbe portato a uno spostamento dell’occupazione, con un saldo positivo a nostro parere incerto».

Sposa la linea di Muraro sulla necessità di tempi di risposta celeri agli imprenditori il segretario provinciale della Cisl, Franco Lorenzon. Che però addossa le colpe delle lungaggini «all’inefficienza della politica e della burocrazia». «Manca la capacità politica di governare il nostro territorio», dice, «Ikea avrebbe certo portato opportunità di lavoro, ma a svantaggio di altre realtà. Sarebbe stato certamente un investimento importante, ma con una contropartita: nel medio-lungo periodo, le aziende con prodotti a basso costo rischiano di andare in difficoltà». Sottolinea l’imprescindibile ricerca di compatibilità fra tutela dell’ambiente e sviluppo industriale e commerciale il direttore della Cna di Treviso, Giuliano Rosolen. «Ikea a Casale e il polo industriale a Barcon volevano insediarsi in area agricola. Sottrarre altro terreno di questo tipo a una provincia già ipercementificata non è una scelta di programmazione territoriale lungimirante», aggiunge Rosolen.

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