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Ipermercati e centri commerciali sono diventati il nuovo tempio laico per la domenica di molte famiglie trevigiane? Ed allora anche la messa festiva potrebbe trasferirsi all’interno di questi spazi.
L’idea è di don Canuto Toso, sacerdote trevigiano da sempre attento ai problemi sociali.
«Con tutte le dovute autorizzazioni, si potrebbe celebrare la messa in una sala in questi luoghi – conferma -. E tramite gli altoparlanti annunciare questa possibilità per chi voglia assistervi. Gesù del resto non ha detto “venite a messa”, bensì ha invitato: “andate a cercare la pecorella smarrita”».
Ed oggi, per don Toso, troppe persone si «smarriscono» inseguendo un consumismo esasperato. Al di là del santificare la festa, infatti, la “provocazione” della celebrazione liturgica al centro commerciale avrebbe il significato di un monito, valido anche per i non credenti, a riflettere sul modello di vita adottato. Proprio per questo il sacerdote ha voluto essere presente, l’altro ieri alla manifestazione organizzata in centro a Treviso, per protestare contro le aperture domenicali senza vincoli dei negozi.
«Purtroppo stiamo copiando dall’America questi orari di apertura continua e tutto sta diventando marketing – sottolinea il religioso -. Bisogna ribadire l’importanza che la famiglia si ritrovi almeno la domenica: i nonni svolgono un ruolo provvidenziale durante tutta la settimana, ma sono comunque dei supplenti. Se viene a mancare anche quest’ultimo tempo di sereno dialogo, per stare insieme tra genitori e figli il rischio è davvero forte. La famiglia è già in crisi sotto tanti punti di vista e la denatalità che tocchiamo con mano in questi anni penso derivi anche da questi fattori».
Per questo oltre a rivolgersi al legislatore, perchè modifichi le norme, e alle imprese commerciali, per don Toso occorre un’opera di educazione verso gli stessi clienti.
«Non lo dico solo come prete, ma come chi crede nella persona umana: la famiglia è un valore fondamentale, da difendere in tutti i sensi. Anche noi sacerdoti dovremmo mettere più in evidenza questi obiettivi nei nostri progetti pastorali».

Mattia Zanardo

 

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