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Ieri la Msc Opera si è bloccata per qualche minuto nel canale della Giudecca. Comitati in trincea. La Capitaneria: «Manovra inusuale ma non è successo nulla»

VENEZIA. «Manovra inconsueta ma non anomala. Non c’è stato alcun rischio, la nave si è fermata per qualche minuto per consentire l’evoluzione di un’altra nave». Così la Capitaneria di Porto ha definito l’episodio che ha visto alle 8.40 del mattino bloccarsi per alcuni minuti in mezzo al canale della Giudecca la nave da crociera Msc Opera, diretta in Marittima. Una deviazione di rotta che ha destato allarme tra gli abitanti. Segnalazioni raccolte dal comitato «No Grandi Navi», che hanno diffuso anche il tracciato della rotta della nave ricavato dal sistema satellitare A.I.S. (lo stesso utilizzato per ricostruire la rotta della Costa Concordia, naufragata al Giglio).

«Ci risulta anche che contrariamente a quanto prevede il decreto Clini-Passera ci fosse un’altra nave in navigazione a meno di due miglia dalla Opera», denuncia il portavoce del comitato Silvio Testa. Che chiede sia fatta luce sulla vicenda. Uno «stop» guidato dai due rimorchiatori, che devono per legge scortare la nave all’ingresso in porto. «Ma è la dimostrazione che queste navi oltre a essere fuori misura grandi sono anche troppe», rilancia il comitato.

Non si è trattato di un incidente, ma i riflettori sul problema si sono riaccesi. Era successo anche quando la tromba d’aria aveva causato la rottura degli ormeggi di una grande nave in Marittima. Questione che ormai ha varcato i confini nazionali. Il sindaco Giorgio Orsoni, all’inaugurazione della mostra sul Canaletto a Parigi, ha ascoltato le proteste della cultura internazionale. E ha deciso di accelerare i tempi. «Le grandi navi sopra una certa dimensione devono andare a Marghera», dice. Diversa l’idea dell’Autorità portuale, che ha pronto un progetto per scavare un nuovo canale in laguna (il Sant’Angelo-Contorta) per lasciare le navi in Marittima. In questo modo non passerebbero più davanti a San Marco. Spettacolo ormai finito su tv e giornali di mezzo mondo. Navi che sono alte più dei campanili veneziani – ad eccezione di San Marco – lunghe oltre 300 metri, con oltre 100 mila tonnellate di stazza. Gli stessi armatori di Msc e Costa hanno annunciato al sindaco la loro disponibilità a studiare soluzioni alternative. E il decreto Clini-Passera, firmato all’indomani del naufragio della Costa Concordia a Venezia ancora non si applica. Ma il tempo stringe e le polemiche aumentano. Per un traffico «fuori scala» che secondo i comitati produce anche inquinamento e onde elettromagnetiche.

Alberto Vitucci

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