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Dopo la clamorosa bocciatura del progetto Barcon da parte del consiglio comunale di Vedelago, restano tensioni e l’ombra della crisi di giunta: il sindaco si appresta a far fuori gli assessori dissidenti (Perin e Andretta), ma tra i “no” c’è anche quello del segretario del Carroccio.

Barcon, il sindaco Quaggiotto pronto a epurare vice e assessore

Clamorosa bocciatura del piano per il polo agroindustriale, saltano Marco Perin e Cristina Andretta tra i dissidenti anche il segretario del Carroccio. La Cgil: «Quel progetto serviva solo a scavare ghiaia»

VEDELAGO. Bocciato il progetto Barcon, è crisi di maggioranza. Il Consiglio Comunale lunedì sera ha votato contro il progetto industriale di Rotocart e Colomberotto previsto nelle campagne della frazione. Un voto che apre di fatto la crisi di governo nella maggioranza guidata da Paolo Quaggiotto, rimasto da solo a difendere il maxi progetto. Le dimissioni del primo cittadino, però, sarebbero da escludersi. In vista un rimpasto di giunta.

Il sindaco l’altra sera è andato sotto nella votazione su Barcon e ora vede vacillare la sua poltrona. La votazione si è svolta in tarda serata dopo una discussione durata quasi quttro ore. Il sindaco a più riprese ha difeso il progetto, sbandierando i 600 posti di lavoro creati, la nuova viabilità, i 310 milioni di investimenti privati. Di devastazione del territorio (un progetto da 50 ettari di area agricola consumata per far largo al cemento) parla il gruppo di opposizione Primavera Civica. «L’unico scopo dell’operazione è fare una cava mascherata» dice il capogruppo Fioranza Morao «si scaveranno due milioni di metri cubi di ghiaia. L’utilizzo di acqua previsto è di 55 litri al secondo. Il centro macello lavorerà 200 mila capi al giorno».

«Il governatore Zaia recentemente ha dichiarato che sarebbe ora di invertire la tendenza: basta cemento» ha incalzato Oscar Bordignon, capogruppo dell’omonimo gruppo di opposizione «la nostra posizione è stata sempre molto critica sia nel merito che nel metodo».

Quaggiotto a questo punto perde la testa. Alza la voce, batte i pugni sul tavolo, interrompe di continuo gli interventi dei consiglieri zittendoli e portando il Consiglio stesso ad una situazione completamente al di fuori di quanto previsto dai regolamenti.

Il momento della verità arriva con le dichiarazioni di voto. Il vice sindaco Marco Perin (ex Pdl) legge una dichiarazione di contrarietà firmata assieme all’assessore all’urbanistica Cristina Andretta (altra ex Pdl) e dal consigliere comunale di maggioranza Daniele Volpato (Pdl). «I presupposti iniziali si sono persi strada facendo» dichiara Perin «l’accordo di programma si reggeva sulla risoluzione del problema viabilità, con la circonvallazione di Barcon e quella di Vedelago. Ad oggi il beneficio che doveva essere pubblico non è più tale è diventato esclusivamente privato. Spiegherete voi, colleghi, ai cittadini che alla luce di questo progetto Vedelago vedrà un fortissimo incremento del trasporto pesante, e non solo, e le circonvallazioni di Barcon e Vedelago rimarranno solo un sogno». Tocca poi all’assessore alla sicurezza Renzo Franco, segretario locale della Lega Nord. Anche lui vota contro e ribadisce che il no esprime la posizione ufficiale della segreteria del Carroccio, sulla scorta di quanto affermato dal segretario provinciale Giorgio Granello.

La votazione avviene per appello nominale. A favore il sindaco, gli assessori leghisti Valter Callegari (politiche sociali) e Fabio Ceccato (sport), l’assessore all’ambiente Andrea Gazzola (Pdl), l’assessore ai lavori pubblici Denis Serafin (indipendente), i consiglieri della civica di maggioranza «Nuova Vedelago» Diego Bergamin (indipendente), Eugenio Cavasin (tessera Udc), Luca Ballan (Lega Nord), Mirco Marchesin (indipendente).

Votano no i tre consiglieri di Primavera Civica, i quattro del gruppo Bordignon sindaco, il consigliere indipendente Walter Santin e della maggioranza Perin, Andretta, Volpato e Franco. Vince il no 12 a 9. Si apre così la crisi di maggioranza. Il primo cittadino Quaggiotto ha comunicato ai suoi che non si dimetterà, ma dovrà ricostruire una maggioranza. Il ritiro delle deleghe agli assessori Marco Perin e Cristina Andretta dovrebbe avvenire in queste ore. Renzo Franco potrebbe rimanere in maggioranza, ma Quaggiotto dovrà trovare un altro consigliere disposto a sostenerlo per restare alla guida del Comune.

Nelle ore delicatissime del dopo-voto, intanto, si registrano le prime reazioni alla bocciatura del piano. Fra i primi a dirsi soddisfatti del “no” del Consiglio Comunale di Vedelago al progetto del mega macello di Barcon, è Giacomo Vendrame, neoeletto segretario generale della Cgil di Treviso.

La Camera del Lavoro è fra i firmatari, insieme alle categorie economiche, del documento consegnato in Provincia qualche mese fa per il rispetto delle norme sugli insediamenti previste dal Piano territoriale di coordinamento provinciale. «Quello di Barcon sarebbe stato un investimento sbagliato», commenta Vendrame, «Noi non siamo contrari all’arrivo di nuove industrie, ma abbiamo sempre sostenuto che il macello-cartiera sarebbe dovuto sorgere in un’area industriale dismessa e riqualificata, senza ulteriori cementificazioni. Si sapeva inoltre che a Barcon non ci sarebbe stata nuova occupazione. I lavoratori erano persone trasferite. Il vero affare era la ghiaia da rimuovere che si trova nell’area».

Daniele Quarello

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Spintoni e insulti Anche Di Santo resta fuori dall’aula

Tensione alle stelle tra i cittadini: arrivano vigili e carabinieri il comitato del «no» all’esterno, in sala solo quelli del si.

VEDELAGO. Spintoni ed insulti a margine del Consiglio. Una serata a dir poco movimentata quella di lunedì sera in municipio a Vedelago. Si è sfiorata la rissa all’esterno dell’aula tra chi voleva il sì e chi invece si opponeva al progetto Barcon. Sono dovuti intervenire carabinieri e gli agenti di Polizia Locale per sedare gli animi dei cittadini e riportare l’ordine. La serata è iniziata presto per i sostenitori del progetto Barcon (un comitato minoritario). Il sindaco Paolo Quaggiotto, giocando d’astuzia, li ha chiamati a raccolta molto prima dell’inizio del consiglio. Alle 18 i cittadini del comitato pro Barcon erano già in municipio. Hanno occupato tutti i posti all’interno della sala consiliare. Una cinquantina di persone. Alle 20 quando sono arrivati i cittadini contrari al progetto Barcon la sala era già piena e gli agenti di polizia locale non facevano più entrare nessuno. Motivi di sicurezza. Solo una ventina di cittadini della fazione contrari al piano Barcon riescono ad infilarsi nella sala. All’esterno invece si raduna la piccola folla del no tra cui il presidente del comitato “Barcon Viva” Ermes Dondoni e il presidente del Credito Trevigiano, Nicola Di Santo. Duecento persone tutti contro il progetto Barcon. Assistono al dibattito dall’esterno. La sala consiliare è al piano terra, le finestre sono aperte. Dopo qualche minuto iniziano le contestazioni al sindaco Quaggiotto, applaudito invece dai cittadini pro Barcon presenti all’interno dell’aula. Fuori invece la protesta scatta con l’accensione delle fiaccole luminose e l’affissione dei manifesti No Barcon. Quando i cittadini tentano di lanciare i manifesti dalle finestre dentro la sala consiliare, vengono fermati dagli agenti di polizia locale. La tensione sale, una finestra viene chiusa dai vigili e poi riaperta. La discussione s’infiamma fino a che si arriva al voto finale. Il Consiglio boccia e si scatena la bagarre. Dal pubblico presente all’interno dell’aula volano gli insulti verso chi ha votato contro. Insulti diretti dai sostenitori del progetto Barcon all’assessore Renzo Franco e al vice sindaco Marco Perin per aver votato contro un progetto che avrebbe significato la distruzione delle campagne di Barcon. Da fuori invece si levano gli applausi per chi ha evitato la colata di cemento nelle campagne frazionali. Intervengono i vigili per accompagnare fuori dalla sala i cittadini più esagitati. E in piazza succede il finimondo. Iniziano i battibecchi tra chi il progetto lo voleva e i cittadini accorsi per dire no, più la netta maggioranza. Volano parole grosse, qualche spintone. Intervengono i carabinieri per sedare gli animi e riportare la situazione alla normalità. Il consiglio intanto prosegue. Il progetto Barcon muore la prima volta che viene messo ai voti. (d.q.)

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Le aziende: «Investiamo altrove»

Rotocart punta su Castelfranco, Colomberotto amplierà l’azienda di Moriago

VEDELAGO. Con la bocciatura del progetto di Barcon, si aprono nuovi scenari per la cartiera Rotocart spa. La ditta di Piombino Dese, che peraltro aveva già detto di non essere più interessata al progetto Barcon, punta tutto su Castelfranco Veneto. L’area individuata è situata all’angolo tra via Sile e via Lovara, tra Salvatronda, Salvarosa e Campigo. Un’area destinata che il Comune nell’arco di pochi giorni ha reso disponibile per l’azienda. In meno di una settimana infatti la giunta guidata da Luciano Dussin ha prima fatto la variante urbanistica passando la zona in questione da destinazione servizi e terziario a zona completamente industriale. Successivamente ha inserito l’area tra quelle presenti nel piano comunale delle vendite immobiliari. A breve il Comune la metterà all’asta ad una cifra che supera i 5 milioni di euro. L’operazione ha ottenuto l’approvazione in consiglio della Lega Nord, del Pdl e del consigliere indipendente Ivano Battocchio. Hanno votato contro invece il gruppo Pd-lista Sartor, Loris Stocco di Vivere Castelfranco e il consigliere indipendente Elena Magoga. Stando a quanto trapelato in questi giorni, la cartiera avrebbe una superficie coperta di 90 mila mq ed un volume complessivo che potrebbe arrivare a oltre 700 mila mc. Per il Pd si tratta di un vero «ecomostro» a due passi dal centro, in un’area attualmente verde. Per la Lega viceversa si tratta di una grossa opportunità occupazionale per la città (si prevedono 200 posti di lavoro). Non è stato ancora presentato però un piano occupazionale dettagliato e approfondito. Anche la ditta Colombertotto aveva annunciato l’intenzione di desistere dall’operazione Barcon prima del consiglio comunale di lunedì sera. L’azienda ha deciso di investire altrove e di allargare gli stabilimenti presenti nella sede di Moriago della Battaglia. Sabato scorso un tremendo incendio è scoppiato proprio allo stabilimento di Moriago della Colomberotto. In fumo 30 mila quintali di fieno, fortunatamente nessun danno agli animali. Sono stati danneggiati macchinari e capannoni. Un incendio che si stima abbia arrecato danni per un milione di euro all’azienda. (d.q.)

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Lega spaccata. Meta’ partito è con il sindaco.

VEDELAGO. Su Barcon la Lega Nord si spacca. Non c’è solo la crisi della maggioranza guidata dal sindaco Paolo Quaggiotto. Con la votazione al progetto Barcon si è consumata anche la spaccatura tutta interna al Carroccio. Con il suo sostegno all’accordo di programma, il sindaco Paolo Quaggiotto ha disatteso le indicazioni date dalla segreteria del suo partito. La posizione ufficiale del partito, delineata in primis dal segretario provinciale Giorgio Granello, e riconfermata in consiglio dal segretario locale e assessore Renzo Franco, era quella del no. Quaggiotto dunque si è posto contro le indicazioni del suo stesso partito e in questo è stato seguito anche da altri leghisti. Hanno disatteso le indicazioni della segreteria l’assessore allo sport Fabio Ceccato (che è anche consigliere provinciale per la Lega), l’assessore ai servizi sociali Valter Callegari e anche il consigliere comunale con tessera leghista Luca Ballan. Una scelta che potrebbe avere diverse ripercussioni a livello di partito. Il Carroccio è diviso. A riprova il fatto che i leghisti all’opposizione di Quaggiotto hanno votato contro Barcon. Oscar Bordignon, Michele Bordignon e Alberto Magaton, tutti e tre facenti parte della lista civica “Bordignon sindaco”, ma con tessera della Lega, hanno detto no attenendosi di fatto alla linea ufficiale del partito. Una situazione delicata per gli assetti del Carroccio, per i quali la vicenda Barcon ha rappresentato un vero terremoto. Quaggiotto in queste ore è impegnato nel tentativo di ricostruire una maggioranza. Maggioranza messa in crisi dai tre assessori che hanno scelto la rottura. (d.q.)

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