Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Esponenti della cultura mondiale tra cui il premio Nobel Orhan Pamuk chiedono al premier Mario Monti di fermare il passaggio in Bacino San Marco

Il presidente del Consiglio Mario Monti fermi il passaggio delle grandi navi in bacino di San Marco. A chiederlo ora – con un appello al premier – sono anche 21 esponenti della cultura internazionale, che chiedono che intervenga direttamente, prendendo tempestivi provvedimenti contro «la crescente, invasiva e incontrollata presenza di enormi navi da crociera in Laguna».

L’appello è firmato da noti scienziati, artisti, storici, scrittori, banchieri ed economisti, preoccupati per i danni ambientali che le grandi navi creano e per l’alto rischio a cui sottopongono il patrimonio artistico della città di Venezia. Solidali con i cittadini veneziani impegnati nella lotta contro le grandi navi, i firmatari chiedono che siano valutati i limiti massimi sostenibili per le imbarcazioni transitanti in laguna e nel bacino di San Marco e che siano assunte chiare decisioni a riguardo, in tempi rapidi e definiti. Tra i firmatari, il premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk, il videoartista Bill Viola, l’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis, il presidente dell’European Research Council Helga Nowotny, lo storico dell’arte e già direttore del Museo del Louvre Pierre Rosenberg, la scrittrice Donna Leon, l’economista Partha Dasgupta, gli idrologi Andrea Rinaldo e Ignacio Rodriguez-Iturbe.

La presenza delle grandi navi in Bacino San Marco «fa temere seri danni ambientali – scrivono – e di fatto pregiudica la conservazione del patrimonio artistico della città. Si tratta di dati di fatto assolutamente evidenti e soltanto coloro i cui interessi s’identificano nello sfruttamento della città a scopi turistici possono tentare di escluderli». «Siamo dunque sorpresi e colpiti – proseguono – nel prendere atto di come il ragionevole divieto di accesso alle acque di San Marco e del Canale della Giudecca per navi di stazza superiore alle 40.000 tonnellate (comunque poco meno del Titanic), previsto dal decreto del 2 marzo 2012, abbia avuto un rinvio a tempo indeterminato. Così oggi vediamo ancora navi da crociera di oltre 300 metri che passano senza restrizioni davanti a Palazzo Ducale. È nostra ferma convinzione che in queste condizioni sia un dovere morale posporre ogni eventuale interesse di carattere economico e finanziario agli obblighi della tutela e ai principi di prudenza, tanto più dal momento che sono in gioco Venezia e la sua Laguna, la cui protezione è vista come paradigma della crisi della modernità a ragione della loro fragilità e rilevanza. Le nostre convinzioni sono condivise dal grande numero di cittadini veneziani impegnati nella lotta contro le presenza delle grandi navi da crociera in Laguna».

(e.t.)

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui