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Gazzettino – Caccia, vietati solo i pallini di piombo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

ott

2012

VENETO – La giunta regionale riapprova il calendario venatorio, il Tar revoca la sospensiva

Unico limite per le aree di laguna. Da domani si riprende a sparare ad allodole e beccacce

Da domani in Veneto si riprende a sparare ad allodole, beccacce, alzavole. Dopo la pausa forzata di una settimana in seguito al pronunciamento del Tar che ha sospeso il calendario venatorio accogliendo il ricorso di alcune associazioni ambientaliste, ieri la giunta regionale è corsa ai ripari. Convocata nientemeno che all’ospedale di Camposampiero, dove il governatore Luca Zaia doveva inaugurare le nuove sale operatorie, la giunta ha riapprovato con modifiche e integrazioni il calendario venatorio. Cos’è cambiato? Praticamente nulla: le specie cacciabili sono sempre le stesse, sono stati solo aggiunti dettagli e chiarimenti. L’unico dato nuovo è il divieto di usare pallini di piombo nelle zone di laguna. Occhio: non perché i cacciatori non possano usare pallini, è il piombo che è fuorilegge: i pallini sparati a vuoto, una volta caduti in acqua, inquinano.
«Abbiamo meglio descritto – dice l’assessore alla Caccia, Daniele Stival – i limiti relativi alle 19 specie degli allegati SPEC (Species of European Conservation Concern) e inserito ulteriori motivazioni per la caccia in zone SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zona di protezione Speciale)». Così modificato il calendario venatorio, il Tar ha revocato l’ordinanza di sospensiva. Significa che da domani i cacciatori possono riprendere a sparare. «Restiamo in attesa del giudizio di merito davanti al Tar – dice Stival – ma gli adeguamenti apportati ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta».
Di tutt’altro avviso l’ambientalista ed europarlamentare dell’Idv, Andrea Zanoni:

«È uno scandalo. Zaia e Stival sfidano apertamente la legge invece che farla applicare. E così facendo sottopongono il Veneto a un’ennesima procedura d’infrazione delle norme europee e alle conseguenti sanzioni pecuniarie».

Critiche arrivano anche dall’Acv, l’associazione cacciatori veneti che fa riferimento all’eurodeputato del Pdl Sergio Berlato. Dice la presidente dell’associazione Maria Cristina Caretta: «I cacciatori veneti sono ignorati da un assessore regionale alla caccia che dimostra di non avere alcuna intenzione di imparare a gestire una delega ed una materia che sembrano essergli ogni giorno più ostili». E incita alla «rivolta fiscale, popolare, politica». Accuse che Stival respinge: «È proprio perché ascolto le associazioni dei cacciatori che abbiamo avuto problemi. E faccio presente che non c’è solo il Veneto, in altre 6-7 Regioni i calendari venatori sono totalmente o parzialmente sospesi. L’Acv farebbe bene a prendersela con l’eurodeputato Berlato perché se la direttiva europea è sempre la stessa, sono invece nuovi gli allegati votati dal Parlamento europeo».

 

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