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«Stop alle Grandi navi». Alcuni intellettuali di fama mondiale hanno scritto una lettera a Monti. «Serve un provvedimento urgente».

«Monti blocchi le Grandi navi»

GLI INTELLETTUALI – Lettera di scrittori, storici e scienziati al presidente del Consiglio dei ministri

Il grido d’allarme: «Bisogna impedire a questi colossi di passare vicino a Palazzo Ducale»

Il mondo della cultura si mobilita a difesa di Venezia. Nei giorni scorsi scienziati, artisti, storici, scrittori ed economisti italiani e di fama mondiale hanno spedito una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti per chiedere un suo forte intervento affinchè intervenga contro le Grandi navi.

«Vogliamo denunciare – scrivono gli intellettuali – la crescente, invasiva e incontrollata presenza di enormi navi da crociera in laguna, persino nell’immediata prossimità degli straordinari spazi della Basilica di San Marco. La loro presenza fa temere seri danni ambientali e di fatto pregiudica la conservazione del patrimonio artistico. Si tratta di dati di fatto assolutamente evidenti e soltanto coloro i cui interessi s’identificano nello sfruttamento della città a scopi turistici possono tentare di escluderli».

Gli intellettuali ricordano gli

“allarmanti segnali come i recenti incidenti che hanno visto per navi di oltre 120.000 tonnellate di stazza una rottura di ormeggio o difficoltà a causa di raffiche di vento”.

Tra i firmatari lo scrittore e premio Nobel Orhan Pamuk, Istanbul, lo scultore Bill Viola, New York, Patrick Aebischer, cole Polytechnique Fédérale de Lausanne, Partha Dasgupta, University of Cambridge, Cambridge, David Freedberg, Columbia University, New York, Giovanni Marchesini, Università di Padova, Carlo Ginzburg e Salvatore Settis, Scuola Normale Superiore, Pisa, Serghei Karpov, Moscow Lomonossow-University.

«Siamo sorpresi e colpiti – prosegue la lettera – nel prendere atto di come il ragionevole divieto di accesso alle acque di San Marco e del Canale della Giudecca per navi di stazza superiore alle 40.000 tonnellate (comunque poco meno del Titanic), previsto dal decreto del 2 marzo 2012, abbia avuto un rinvio a tempo indeterminato. Così oggi vediamo ancora navi da crociera di oltre 300 metri che passano senza restrizioni davanti a Palazzo Ducale. È un dovere morale posporre ogni eventuale interesse di carattere economico e finanziario agli obblighi della tutela e ai principi di prudenza, tanto più dal momento che sono in gioco Venezia e la sua laguna, la cui protezione è vista come paradigma della crisi della modernità a ragione della loro fragilità e rilevanza. Le nostre convinzioni sono condivise dal grande numero di cittadini veneziani impegnati nella lotta contro le presenza delle Grandi navi da crociera in laguna. Siamo loro solidali».

 

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