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Il Comune dica di chi sono le aree di Marghera che sono in vendita per il Palais Lumière. Lo chiede il consigliere della Federazione della Sinistra, nonché delegato del sindaco per i problemi del lavoro, Sebastiano Bonzio, in un’interrogazione a risposta scritta inviata all’assessore al Patrimonio, Bruno Filippini. Il sospetto che Bonzio vuole fugare è che qualche consigliere comunale, direttamente o attraverso qualche parente, possieda qualcuna di quelle aree. Anche perché sostiene che nel corso dell’ampio dibattito aperto sulla questione «l’assetto patrimoniale delle aree, nonostante le documentazioni cartografiche e l’elenco con molti punti lacunosi o di difficile lettura fornito dall’Amministrazione, era astruso, complicato e frazionato». Il consigliere di FdS non ha mai nascosto le sue perplessità sull’intero progetto di Pierre Cardin ma in questo caso sostiene che è meglio chiarire prima tutti i dubbi per evitare, poi, di vedere tutto annullato perché si è andati contro il

Decreto legge 267 dell’agosto 2000 sull’ordinamento degli enti locali: al comma 2 dell’articolo 77 sancisce che “gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado”.

L’iter che ha portato il Consiglio comunale, il 23 luglio scorso, all’approvazione della delibera 61 che ha dato mandato al sindaco di sottoscrivere l’accordo di programma sul Palais Lumière, era stato contestato da Sebastiano Bonzio «anche per l’insufficienza delle informazioni e dei dati messi a disposizione del Consiglio. E parallelamente sempre Bonzio osserva che «nel corso delle riunioni di Commissione e del Consiglio Comunale numerosi consiglieri sono stati impegnati a difendere e promuovere il progetto in alcuni casi in maniera aprioristica e ideologica». (e.t.)

 

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