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VEDELAGO. Pacata ma ferma la sua dichiarazione di voto in aula contro il progetto Barcon. Furiosa invece la reazione nei suoi confronti del popolo pro macello e cartiera. Renzo Franco, assessore alla sicurezza e segretario locale del Carroccio, è stato aggredito verbalmente a fine votazione anche dal fratello del sindaco Quaggiotto. Offese pesanti e minacce in aula e poi anche sugli striscioni affissi martedì notte in giro per il paese. «Giuda», hanno apostrofato lui, il segretario provinciale Giorgio Granello e il capogruppo della lista Bordignon Sindaco. Ora il portavoce della Lega vedelaghese è pronto a sporgere denuncia contro chi lo ha insultato in aula. Non mancano i testimoni, ci sono pure riprese video. Con le prove in mano andrà dai carabinieri. La rottura con il sindaco Quaggiotto pare definitiva. Martedì ha fatto protocollare in municipio la richiesta di far togliere gli striscioni denigratori, accolta a metà da Paolo Quaggiotto. Renzo Franco rivendica la sua onestà, il suo lavorare per la gente, con la gente. Davanti al consiglio comunale ha spiegato il suo voto contrario all’operazione con la volontà di «essere coerente con le scelte che a suo tempo ci eravamo prefissati, ma ancor di essere più onesto con la gente e con me stesso proprio nel momento in cui c’è il rischio di condizionare con una nostra scelta il destino dell’intera collettività». Vent’anni fa le cave, ora un insediamento produttivo che rischia di ferire per sempre la terra di Vedelago. «Non contesto il progetto in sè», ripete, «ma il metodo con il quale lo abbiamo affrontato. Da parte dei proponenti non c’è mai stata una chiara e dettagliata rappresentazione di come si sarebbe effettivamente sviluppato, non solo in termini urbanistici e ambientali, ma soprattutto per le conseguenze che avrebbe portato sul nostro territorio. Lavoro e strade. Ma quali, quando e per chi?». (a.d.m.)

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Il sindaco non s’arrende: tutti in piazza

VEDELAGO «Ritiro delle deleghe per chi ha votato contro l’accordo di programma Colomberotto-Rotocart? Non ci penso nemmeno. Non caccerò nessuno: Marco Perin, Cristina Andretta e Renzo Franco ( i tre assessori dissidenti, ndr) restano nella mia giunta. Un figlio che sbaglia si rimprovera, ma poi si perdona». Non si arrende il sindaco Paolo Quaggiotto, nonostante il no sonoro all’operazione Barcon suonatogli lunedì sera in consiglio comunale. Lotta come un leone per difendere un progetto contestato e bocciato da più parti. Sull’operazione Barcon lunedì è stato messo in minoranza: solo nove voti a favore, dodici i contrari. «La proposta dell’accordo di programma per il polo agroindustriale a nord di via Terza Armata», insiste, «non è stata ritirata. Barcon non è una pagina chiusa e la gente è con me. Lo dimostrano i tanti che mi hanno fermato in questi giorni dicendomi: “Sindaco, siamo con te. Vai avanti”. E così farò. Riporterò il progetto in consiglio comunale». Per Quaggiotto maxi macello, cartiera e casello della Pedemontana Veneta non sono archiviati. «Porterò il popolo dei favorevoli all’operazione in piazza e vedrete che non sono pochi». Archiviata è invece, a suo dire, la crisi di maggioranza letta da tutti nel voto del consiglio comunale. «Macchè crisi», minimizza lo strappo con vicesindaco Perin e assessori Andretta e Franco, «Ci sono state valutazioni differenti su un progetto, tutto qui». Non certo un progetto di secondo piano, ma Quaggiotto glissa e ribadisce: «Per me non cambia nulla». Mercoledì sera intanto la maggioranza – o l’ex ?- si è ritrovata in una pizzeria di Vedelago per fare il punto dopo la batosta di lunedì. «Io non c’ero», dice il sindaco che annuncia per la prossima settimana una nuova riunione di giunta, «senza alcun rimpasto». Dopo il voto di lunedì, però, non si è ancora sentito con il suo vice Perin e gli assessori all’urbanistica Andretta e alla sicurezza Franco. Non una telefonata, non un invito a un incontro chiarificatore. «Non serve», insiste Quaggiotto, «Sapevo cosa avrebbero votato in aula: il loro no non è stata una sorpresa». In giro per il paese ci sono ancora gli striscioni stesi dal popolo dei favorevoli all’operazione Barcon. «Ho fatto rimuovere dai vigili urbani solo quelli offensivi, quelli con i nomi», riferisce Quaggiotto, «Gli altri restano a testimonianza della volontà della gente». La battaglia per tutti non è ancora finita.

Alessia De Marchi

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