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Nuova Venezia – A Porto Marghera si produrra’ bioetanolo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

ott

2012

Carburanti verdi, il gruppo Mossi & Ghisolfi cerca un’area da 50 ettari per il secondo impianto italiano

MARGHERA.

«Sì, puntiamo a realizzare a Porto Marghera, su un’area provvista dei necessari servizi e delle infrastrutture, un impianto per produrre bioetanolo per carburanti, ricavato dalla lavorazione di scarti vegetali, leggi paglia di riso e canne palustri».

Così parla Andrea Bairati, direttore delle relazioni esterne del gruppo industriale piemontese Mossi & Ghisolfi, per togliere ogni dubbio a chi, erroneamente, li potrebbe vedere come concorrenti diretti dell’Oleificio Medio Piave. Quest’ultimo punta a realizzare uno stabilimento per estrarre oli vegetali da semi oleosi (di girasole, soia o colza) da vendere ai produttori di carburanti meno inquinanti che lo utilizzerebbero per miscelarlo con il gasolio per mettere in commercio biodisel.

Il gruppo chimico Mossi & Ghisolfi (M&G), cha ha già avuto incontri con l’assessore comunale alle Attività produttive, Antonio Paruzzolo, ha fatto due ricognizioni a Porto Marghera per vedere le aree disponibili e capire lo stato dei servizi e delle infrastrutture esistenti, a cominciare dalla disponibilità di energia e di una banchina portuale.

«Si tratta di un colosso industriale da 4 miliardi di euro di fatturato annuo che noi abbiamo accolto a braccia aperte», aveva spiegato l’assessore Paruzzolo dopo il primo incontro avuto con i rappresentanti del gruppo industriale piemontese «da poco ha ottenuto un finanziamento europeo che gli consentirà di raddoppiare la sua produzione da 50 mila tonnellate prodotte nei laboratori sperimentali di Tortona, a più di 100 mila tonnellate annue. Per realizzare questi numeri, necessita di due elementi: un’area di 50 ettari e un bacino di manodopera di 250 operai specializzati».

Il gruppo M&G ha inaugurato il mese scorso a Crescentino, in provincia di Vercelli, il primo impianto in Italia in grado di produrre bioetanolo di “seconda generazione”, così chiamato perché deriva da colture non alimentari, come la canna comune, o da biomasse agricole come la paglia di riso.

Nella vicina provincia di Alessandria, a Tortona, è stato inoltre aperto il secondo distributore in Italia (il primo è stato aperto a La Spezia) realizzato nell’ambito del progetto europeo Biolyfe , che è in grado di erogare due miscele di biobenzina: l’E10, che include il 10% di etanolo, e l’E85 che è una miscela ad alto contenuto di etanolo, pari all’85%, da utilizzare soltanto nei veicoli Flexy-Fuel.

Mossi & Ghisolfi è leader mondiale nella ricerca e produzione di biocarburanti, tanto che ha annunciato la costruzione di un impianto con la tecnologia di Proesa in Brasile (dove metà delle auto funzionano ad alcol), grazie all’accordo con GraalBio Investimentos, per produrre bioetanolo, ricavato dagli scarti della canna da zucchero. (g.fav.)

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