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«Non tutto il male viene per nuocere» recita un vecchio detto. Ecco che allora la crisi economica e la crisi della politica hanno prodotto, nella nostra Provincia, un piccolo ma incoraggiante risultato positivo. Le organizzazioni professionali dei vari settori economici del Trevigiano hanno iniziato ad incontrarsi e a discutere insieme di varie problematiche, molto più frequentemente che nel passato. Sono ben quattro i “tavoli“ di discussione attualmente aperti, che vedono insieme le varie rappresentanze del comparto agricolo, del commercio, dell’artigianato, dell’industria e dei sindacati dei lavoratori. E la particolarità di questi “tavoli” sta nel fatto che la loro formazione nasce dall’iniziativa spontanea di alcune “ sigle” di alcuni settori produttivi e non, come accadeva in passato, da convocazioni di enti e amministrazioni pubbliche. C’è un tavolo di confronto sull’uso del suolo e del territorio, che è nato sull’onda dei progetti di insediamento del macello e della cartiera di Barcon e dell’insediamento dell’Ikea, ma che sta tentando di aprire una riflessione più ampia sulla disastrosa cementificazione della nostra provincia. C’è un tavolo sulla questione del credito che è nato da una mancata attenzione pubblica nei confronti dei Consorzi fidi ma che si propone una più ampia disamina di tutto il settore creditizio. C’è un tavolo sull’Imu, che si è concretizzato in una azione unitaria nei confronti di tutti i comuni del trevigiano diretta a contenere la pressione di questa imposta, tavolo che ha successivamente allargato i propri lavori alla materia del riordino delle Province. C’è un tavolo infine che sta discutendo sugli atti preliminari per la definizione del Piano di assetto del territorio del comune di Treviso (Pat), finalizzato a produrre un documento unitario che metta insieme le esigenze di tutti i settori produttivi dell’area. Già il fatto di vedere riunite in una stessa sala molte sigle rappresentative di vari settori che spesso tra loro si ignoravano, quando non si facevano la guerra, è un risultato positivo che lascia ben sperare. L’augurio è che anche il “ mondo politico” si renda conto che le rappresentanze del mondo produttivo e dei lavoratori dipendenti esigono risposte concrete ai loro problemi e non sono più disposte ad aspettare.

Giampaolo Casarin Confagricoltura Treviso

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