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IL CASO – A Campigo si è costituito un comitato contro il probabile insediamento della Rotocart

LE AZIONI – Raccolta firme e due esposti a Procura e Corte dei Conti

LA PROMESSA – il proprietario della Rotocart assicura: «Non ci sarà inquinamento»

Si chiama “No Ecomostro”, è il comitato creato lunedì sera dai contrari all’insediamento dello stabilimento per la lavorazione della carta tra via Sile e via Lovara. C’era all’incirca un centinaio di persone nel centro culturale di Campigo l’altra sera. Durante la riunione sono state annunciate le azioni da intraprendere in questi giorni. Mentre ieri sono stati presentati gli esposti in Procura ed alla Corte dei Conti come già preannunciato dai gruppi di opposizione in Consiglio comunale. A firmarli gli esponenti del gruppo Pd-Lista Sartor ed i consiglieri Loris Stocco (Vivere Castelfranco) ed Elena Magoga (indipendente): in sostanza dal loro punto di vista ci sarebbero state delle anomalie nel modo in cui è stata indetta l’asta. Asta che, com’è noto, si terrà il 7 novembre prossimo: il terreno, 119mila metri quadrati, sarà messo in vendita partendo da una base di 5,3 milioni di euro. Parallelamente partirà anche l’opera di sensibilizzazione della cittadinanza: via ad una petizione per bloccare il progetto. Gli attivisti, il cui portavoce sarà Stefano Costa, saranno sabato in piazza Giorgione con un gazebo dove verranno raccolte firme. Durante la riunione di lunedì sera c’erano tanti cittadini delle zone più vicine all’area al centro della polemica, in particolare di Salvarosa, Salvatronda e Campigo. E poi esponenti del mondo politico appartenenti a vari gruppi di opposizione, oltre a membri dei comitati che hanno dato battaglia a Barcon riuscendo a far bocciare il progetto di maximacello e cartiera in Consiglio comunale a Vedelago. Tra il pubblico c’era anche Don Claudio Miglioranza, sacerdote di San Giorgio non nuovo ad uscite su temi attualità, talvolta anche durante l’omelia in chiesa. Miglioranza ha preso la parola durante l’incontro e si è schierato apertamente a favore del comitato e contro il Comune che sta portando avanti la vendita del terreno per insediarci l’industria.
«Qui si parla di altro cemento -ha affermato Don Claudio Miglioranza- I cittadini saranno espropriati di altra terra, di un’area che doveva essere dedicata a servizi ed invece vogliono fare industriale. Serve un comitato che mobiliti anche l’intera cittadinanza».

Matteo Ceron

 

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